Cosa Vedere a Treviso e Dintorni: 15 Idee per Scoprire la Città del Tiramisù

Cosa vedere a Treviso e dintorni
Cosa vedere a Treviso e dintorni.

Cosa vedere a Treviso e dintorni?

Beh, forse io, Chiara, sono la persona giusta per darti qualche suggerimento.

Mio padre ha infatti vissuto e lavorato per anni a Quinto, un paesino della provincia trevigiana, e ogni volta che andavo a trovarlo andavamo insieme a scoprire il Veneto ed i territori limitrofi.

Ero ragazzina, ma ricordo con enorme piacere i momenti trascorsi a passeggiare per Treviso, con le sue vie ordinate, i canali d’acqua limpida popolati da papere, le cene a base di pasta e fagioli…

Tutto mi sembrava così diverso dalla mia Torino..!

Più a misura d’uomo, ecco, e non solo per il fatto che Treviso è effettivamente molto meno popolosa rispetto al capoluogo piemontese.

C’è una mentalità diversa, un rispetto diverso per per il luogo in cui si vive.

Almeno questa è l’impressione che ho sempre avuto, e ora sono pronta a raccontarti la città e i suoi dintorni…

Ovviamente insieme a Fabio!

Acqua, Cagnani e Fontanassi

Iniziamo col dire che Treviso ha un forte legame con l’acqua (e anche col vino, ma questo è un altro discorso…).

Sorge infatti nella pianura veneta, in una zona ricca di sorgenti risorgive che, in dialetto, sono conosciute con la denominazione di fontanassi.

Troviamo quindi vari fiumi di risorgiva, tra i quali il più celebre è il Botteniga.

Questo si divide in vari rami, detti cagnani: il Cagnan Grande, il Cagnan Medio o dei Buranelli, e la Roggia.

il Botteniga
Il Botteniga, fiume di risorgiva limpido e trasparente.

Scorrono nel centro storico della città, tra palazzi di pregio e salici piangenti, e vanno poi a confluire nel fiume Sile, che qui a Treviso è davvero limpido e pulito.

Tra i cagnani che ti abbiamo citato, il più importante è senza dubbio quello dei Buranelli.

Nasce proprio all’ingresso della città, all’altezza del Ponte di Pria, e qui le donne un tempo venivano a lavare i panni.

Il suo nome è legato ai commercianti dell’Isola di Burano, che proprio lungo il canale avevano costruito nel ‘500 un grande edificio che serviva loro come dimora e magazzino del pesce.

Visto che ti abbiamo parlato di fiumi e canali, non possiamo non citarti almeno un ponte.

Il Ponte Dante
Il Ponte Dante al calar della sera.

E scegliamo tra tutti quello di Dante, citato dal Poeta in uno dei Canti del Paradiso con le parole “dove Sile e Cagnan s’accompagna”.

Questo ponte è anche chiamato dai trevigiani “ponte dell’impossibile”, perché a differenza degli altri ponti non è mai crollato nonostante le numerose piene che lo hanno coinvolto.

Porte e Mura

Treviso è una città cinta da mura, e lo è fin dalla sua fondazione in epoca romana.

Ovviamente la loro funzione era protettiva, ed ecco perché non si poteva entrare nella città se non attraverso tre porte.

La prima è Porta Altinia, a meridione.

La riconoscerai al volo, perché al di sopra vedrai una sorta di torrione.

Fu per anni utilizzata per scopi militari, e infatti lateralmente alla Porta si notano ancora i fori delle cannoniere.

porta San Tomaso
Porta San Tomaso sormontata dal leone alato di Venezia.

La seconda è Porta San Tomaso, con una “m” sola.

Si trova a nord-est, ed è la più massiccia tra le tre.

La forma è quella di un arco trionfale classico ed è sormontata da una cupola.

Infine abbiamo Porta Santi Quaranta, ad ovest.

E’ esternamente molto sobria, a rappresentare la forza del Governo nel ‘500.

Tutte e tre le Porte presentano una raffigurazione del Leone Alato di Venezia: del resto Treviso era uno dei principali avamposti della Serenissima!

Il Centro: Piazza dei Signori e i Suoi Palazzi

Di solito la visita di una città parte dal suo centro storico, e quindi partiamo da Piazza dei Signori.

Questa Piazza porticata ha avuto un ruolo centrale fin dall’epoca romana, e se oggi è il cuore vivace della città, un tempo fungeva da luogo per incontri e riunioni e da mercato.

Piazza dei Signori
Piazza dei Signori con il Palazzo del Podestà, la Torre Civica e il Palazzo dei Trecento.

Qui si affacciano tre dei principali edifici di Treviso.

Il primo è il Palazzo del Podestà, che era appunto la dimora del Podestà eletto.

Questi per regola non poteva essere un cittadino trevigiano, quindi quando veniva eletto si trasferiva appositamente in città e, non disponendo di un’abitazione propria, trovava alloggio qui.

L’edificio originale è del XIII secolo, ma fu ricostruito più volte: ricordiamoci infatti che questo territorio è stato protagonista di molti conflitti e di bombardamenti durante le Guerre Mondiali!

Oggi il Palazzo del Podestà è sede della Prefettura.

Dietro ad esso svetta la Torre Civica.

Con i suoi 48 metri è la torre più alta della città, e purtroppo al momento non è visitabile dai turisti.

Ogni 7 aprile alle ore 13:00 le sue campane suonano, in ricordo del bombardamento che, nel 1944, distrusse Treviso.

Infine abbiamo il Palazzo dei Trecento, costruito nel 1200 circa e che prende il nome dai 300 membri del Consiglio Comunale che qui si riunivano.

E in realtà ancora oggi vi si svolgono le assemblee comunali…

loggia dei cavalieri
La Loggia dei Cavalieri vista dall’interno.

Il Palazzo presenta inconfondibili arcate di mattoni rosse, e sulla facciata troviamo una linea continua, sempre di mattoni, a rappresentare la cicatrice lasciata in città dai bombardamenti del 7 aprile 1944.

Insieme al Palazzo dei Trecento possiamo vedere la Loggia dei Cavalieri, una struttura ad arcate dove anticamente i nobili si sfidavano a vari giochi di società.

Calmaggiore

Calmaggiore è la via principale di Treviso.

Calmaggiore
I portici di Calmaggiore, la via del centro.

Collega Piazza dei Signori al Duomo, ed è quindi il tratto di unione tra vita politica e religiosa della città.

Anch’essa è porticata e ospita locali, boutique e residenze storiche di pregio.

Percorrendola potrai imbatterti anche in ciò che resta dell’antica strada romana, ma soprattutto nella mitica Fontana delle Tette.

Le Fontane

In realtà, la Fontana delle Tette di Calmaggiore non è che una copia: quella originale è stata spostata presso Palazzo dei Trecento per tutelarne l’integrità.

Perché si chiama così?

Beh, ti basterà guardarla per capirlo!

E’ infatti scolpita a rappresentare una figura femminile che regge con le mani i suoi seni, da cui normalmente sgorga acqua.

Normalmente, sì, perché da tradizione quando si insediava un nuovo Sindaco i due seni elargivano uno vino bianco, e l’altro vino rosso.

Te l’avevamo detto che Treviso era legata all’acqua, ma anche al vino!

Dettaglio della Fontana del Littorio
Un dettaglio della Fontana del Littorio, in Piazza San Leonardo.

Di fontane comunque in città ce ne sono ben 33, e un’altra particolare che vogliamo segnalarti è quella dei Tre Visi.

Si trova verso Piazza San Vito, e rappresenta una figura con tre volti distinti.

Tre visi…Treviso!

E’ infatti un rimando al nome della città, è in realtà ha il significato di “tre vedute”.

Anche le Porte infatti erano tre, ricordi?

Le Chiese: il Duomo e San Nicolò

La Cattedrale di Treviso è dedicata a San Pietro Apostolo, e sorge sui resti di un tempio paleocristiano di cui oggi è ancora visitabile solamente la Cripta.

Il Duomo
Le cupole del Duomo ed il campanile.

Il Duomo è in stile romanico, con sei colonne ioniche, e all’interno ospita opere di pregio come l’Annunciazione di Tiziano.

Dietro di esso troviamo il Museo Diocesano di Arte Sacra.

Ma stranamente non è la Cattedrale l’edificio religioso più grande della città: questo ruolo è rivestito infatti dalla chiesa di San Nicolò.

E’ in stile gotico stavolta, e fu costruita nel XII secolo dai frati dell’Ordine Domenicano.

Le sue tre navate sono adornate da dipinti e affreschi di Lorenzo Lotto e di Tomaso da Modena, e ti consigliamo di dare uno sguardo al grande organo con le ante tutte dipinte: è bellissimo!

L’Isola della Pescheria

Presso questo isolotto che si trova in mezzo al Cagnan Grande, proprio nel centro di Treviso, ogni mattina prende vita il mercato ittico della città.

Un giro qui ti farà davvero vedere uno spaccato vivo e realistico della quotidianità dei trevigiani!

isola della pescheria
La caratteristica Isola della Pescheria col mercato del pesce.

Vedrai anche gli antichi mulini, e se capiterai qui nella seconda metà di giugno potrai prendere parte alla Festa dei Buranelli.

Si tratta di una festa tipica, con tutta una serie di eventi che coinvolgono l’isola della Pescheria e che si snodano fino al sottoportico dei Buranelli.

Santa Caterina e i Musei

Il complesso di Santa Caterina comprende la chiesa e il convento, e costituisce il polo principale della rete museale di Treviso.

Le strutture racchiudono rispettivamente una collezione di affreschi davvero belli risalenti al XIV e XV secolo e una sezione archeologica con reperti di circa 300.000 anni fa.

Ma non è tutto, perché ti abbiamo parlato di “polo museale”.

portici di Treviso
A spasso per i portici…

Compresi nei Musei Civici di Treviso puoi infatti trovare anche il complesso di Ca’ Da Noal – Casa Robegan – Casa Karwath, in via Antonio Canova.

Sono tre palazzi medievali, che ospitano tutti insieme il Museo della Casa Trevigiana ed una piccola osteria.

Infine abbiamo il Museo Luigi Bailo, che porta il nome dell’abate cui apparteneva la collezione di opere d’arte del ‘900 qui esposte.

Gli Angoli Verdi

Anche di spazi verdi a Treviso e dintorni ce ne sono diversi.

Noi vogliamo segnalartene 3 in particolare, il primo dei quali è il Parco degli Alberi Parlanti.

Adattissimo alle famiglie con bambini, all’interno dei giardini di Villa Margherita troverai riproduzioni di dinosauri e di macchine leonardiane, e inoltre una sorta di museo esperienziale dedicato al cinema, al precinema e al mondo dei cartoni animati.

rive del SIle
Lungo il Sile ci sono delle passeggiate splendide e immerse nel verde.

Abbiamo quindi la Penisola del Paradiso, forse non così conosciuta ma molto piacevole.

Si tratta di una piccola isola verde nel cuore della città, dove potrai vedere oche e coniglietti scorrazzare liberamente.

E di conigli ce n’erano talmente tanti che parte di essi sono stati dati in adozione…

Infine andiamo su qualcosa di ben più vasto: il Parco Naturale del Fiume Sile.

I suoi 4150 ettari sono condivisi tra Treviso, Padova e Venezia, e qui potrai concederti lunghe e corroboranti passeggiate oppure un bel giro in bicicletta.

Ti piacerà sicuramente!

Le Ville Palladiane alle Porte di Treviso

Presso Treviso e i suoi dintorni, Palladio ha dato il meglio di sé progettando nel ‘500 una serie di Ville spettacolari, visibili ad esempio percorrendo il Terraglio (una delle strade più importanti della zona, che collega in modo rettilineo Mestre a Treviso).

Tante sono visitabili, alcune sono visibili invece solo prendendo parte a una delle crociere fluviali sul Brenta… magari a bordo di un tipico Burchiello.

Tra le ville più belle e vicine a Treviso troviamo Villa Tiepolo Passi, che per la precisione è situata nel paesino di Carbonara.

Ecco, questa in realtà è una dimora post-palladiana, ma il filone è quello.

Internamente troverai tanti affreschi, all’esterno dei meravigliosi giardini all’italiana: facci un salto!

Se vuoi continuare il tuo tour alla scoperta delle Ville Venete Palladiane, eccotene altre tutte da visitare nei vari paesini del trevigiano:




villa barbaro
La Villa Barbaro nel trevigiano.






villa Emo
Villa Emo, a Fanzolo.

I Borghi del Trevigiano

Uscendo un po’ da Treviso troverai anche alcuni borghi che fanno parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, ben 4 sui 9 totali di tutto il Veneto.

In primo luogo abbiamo Asolo, borgo situato tra pianura e collina.

Asolo
Il castello di Asolo, uno dei borghi più belli d’Italia.

E’ davvero splendido, e non potrai non soffermarti sulla sua rocca, sul castello (oggi teatro) e sull’acquedotto romano che qui è ancora in parte visitabile.

Poi abbiamo Follina, con l’Abbazia di Santa Maria in Sanavalle e il suo magnifico chiostro.

Cison di Valmarino è annidata tra colline ricoperte di vigneti, quelli da cui si origina il Prosecco tanto caro a queste zone.

Infine abbiamo Portobuffolè, dal nome simpatico e con la bella Casa Gaia, un edificio del ‘300 tutto da rimirare.

Qui troviamo anche il Prà dei Gai, il bacino del fiume Livenza che, quando non è inondato, è un tripudio di vegetazione.

Il Cimitero di Burci

Questo è un posto un po’ particolare, in località Casier.

Cimitero di Burci
Barche affondate presso il Cimitero di Burci.

Si tratta di un cimitero di imbarcazioni affondate, ed è considerato sito archeologico.

Testimonia la protesta dei naviganti, avvenuta negli anni ’70, i quali si opponevano alle nuove forme di trasporto su strada anziché per via fluviale.

Un modo forse un tantino brusco di manifestare il proprio disaccordo, ma di certo d’impatto.

La Strada del Prosecco

Nel trevigiano si beve di gusto, e si beve soprattutto vino bianco.

Prosecco, in particolare, ed ecco che questa zona fa parte della Strada del Prosecco che si dipana tra Valdobbiadene e Conegliano.

strada del prosecco
Morbidi declivi ricoperti di vigneti: eccoti lungo la Strada del Prosecco.

I vigneti della Marca qui sono spettacolari, e la strada è davvero suggestiva e tutta da godere.

E ogni tanto puoi sempre fermarti per qualche degustazione!

Il Monte Grappa

Parliamo ora di Grappa, ma non del liquore.

Nei dintorni di Treviso trovi infatti il Monte Grappa, sito di alcuni sanguinosi conflitti avvenuti durante la Prima Guerra Mondiale.

Raggiungerne la sommità e visitare il sacrario militare ed il suo ossario è un’esperienza davvero toccante.

Qui sono commemorati più di 12500 caduti, buona parte dei quali ancora ignoti, e i loro corpi sono conservati nei cinque cerchi concentrici che costituiscono il corpo centrale del monumento e che salgono a formare una sorta di piramide.

Monte Grappa
Il Sacrario del Grappa al suo apice.

Sulla sua sommità, la Madonnina del Grappa.

Potrai anche addentrarti nei cunicoli sotterranei in cui in tempo di guerra si conservavano gli armamenti, e all’entrata di questa galleria dedicata a Vittorio Emanuele III troverai la Caserma Milano ed il suo museo bellico.

Tutto il complesso è davvero d’impatto dal punto di vista emotivo, ma ricordiamoci che il Monte Grappa è anche legato a vicende ben più liete.

Da qui passa spesso infatti il Giro d’Italia.

Piatti Tipici di Treviso e Dove Gustarli

Dopo aver parlato di buon bere, parliamo di buon cibo.

Treviso è celebre per i suoi salumi, come la soppressa, e per il suo radicchio rosso che si può gustare sia grigliato che nei primi piatti, magari a base di riso e salsiccia.

radicchio di Treviso
il tipico radicchio rosso trevigiano.

Ma qui troviamo anche molti formaggi, ottime e corpose minestre (come la pasta e fagioli, o pasta e fasoi), risi e bisi (riso e piselli) e la sopa coada (piatto a base di pane raffermo e carne di piccione stufata).

Si mangia ovviamente pesce di acqua dolce freschissimo, e anche se abbiamo parlato fino ad ora di Prosecco non dobbiamo dimenticare che in Veneto è nato lo Spritz, ormai simbolo dell’aperitivo.

tiramisù
Il Tiramisù, una bontà nata a Treviso.

Proprio alla città di Treviso però si deve una paternità culinaria illustre: quella del tiramisù, servito per la prima volta in assoluto presso il ristorante “Alle Beccherie”.

A proposito di ristoranti, ce n’è uno che ti consigliamo di vero cuore, ed è la trattoria tipica Toni del Spin.

E’ in attività dalla fine del 1800, e qui potrai gustare una delle migliori paste e fasoi in assoluto.

Densa, cremosa, abbondante…e il proprietario ce la metterà tutta per farti chiedere il bis, e magari anche il tris!

Se ti piace il baccalà, qui trovi anche un baccalà alla vicentina con polenta da leccarsi i baffi.

Treviso in Camper

Col tuo mezzo potrai sostare presso l’area di sosta comunale, gratuita e situata in Via Castello d’Amore a pochi passi dal centro storico, oppure presso l’area di via Giovanni Boccaccio.

Cosa Vedere a Treviso e Dintorni: le Nostre Conclusioni

Speriamo di averti dato qualche bella idea su cosa vedere a Treviso e dintorni, e di averti trasmesso un po’ della bellezza che questa città porta con sé.

Noi siamo forse di parte, avendo dei ricordi di gioventù legati ad essa, ma ti invitiamo a visitarla per vederla e giudicarla con i tuoi occhi.

Alla prossima!

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.