Cosa Vedere a Mantova e Dintorni: Itinerario in Camper per un Weekend

Oggi vogliamo raccontarti cosa vedere a Mantova e dintorni, e quindi portarti alla scoperta di una città in Lombardia quasi al confine con l’Emilia Romagna e il Veneto, dimora per anni della dinastia dei Gonzaga (dal 1328 al 1707).

Abbiamo pensato di “spalmare” le cose da vedere su due giorni: o l’intero weekend a Mantova visitando anche edifici e musei, o un giorno a Mantova e un giorno altrove.

Mantova è bagnata dal Mincio e da tre laghi artificiali. Foto di Nicola Malaguti.

Magari a Sabbioneta o a Grazie di Curtatone, quest’ultima in particolare durante l’estate.

Decidi ovviamente tu cosa vedere e quando!

Mantova è una città prettamente Rinascimentale, dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 2008 e Capitale della Cultura nel 2016.

In Viaggio tra i Ricordi

La prima volta che ho visitato la città ero una ragazzina ed ero in compagnia di mio papà.

Lui abitava nel trevigiano, e quando andavo a trovarlo mi portava sempre a scoprire nuovi posti in moto.

Ravenna, Marostica, Trieste, il Monte Grappa…

Della mia prima volta a Mantova ricordo un gran caldo, ma anche l’incanto provato a Palazzo Te.

L’acqua pulita intorno a Mantova ospita diversi uccelli. Foto del Parco del Mincio.

Tutto era calmo, tranquillo e assolato.

E per me, abituata a vivere nel traffico delle grandi città, era stato strano vedere invece così tante persone in bici, sia giovani che anziani.

Pedalavano sull’acciottolato come se niente fosse, carichi magari di borse della spesa.

Mi sembrava di essere davvero in un altro mondo.

Di quella gita mi resta il ricordo tangibile di tantissime foto, ma tutte storte e di qualità scadente purtroppo.

Il Rio visto dal Ponte delle Pescherie. Foto di Nicola Malaguti.

Ecco perché per questo articolo dobbiamo ringraziare di vero cuore il fotografo mantovano Nicola Malaguti, che è andato appositamente in missione per noi ad immortalare gli scorci più belli della sua città.

Sua anche la bella immagine di copertina.

Grazie mille Nicola!

Un grazie anche all’amico Giuseppe Mattiello e al Parco del Mincio, che a loro volta ci hanno fornito alcune delle immagini.

Le Golosità Mantovane

Io e papà avevamo mangiato un panino al bar, ma per fortuna la mia fame era stata saziata da una bella scorpacciata di arte e cultura.

Quando sono tornata nel mantovano in camper con Fabio invece siamo stati ospiti a pranzo di un amico…e lì sì che abbiamo assaporato la cucina tipica casalinga!

Delizie mantovane: tortelli e torta sbrisolona.

Tortelli di zucca innanzitutto, e anche un assaggio di risotto alla pilota con salamella di maiale.

Il salame mantovano è una vera delizia, e come dolce la torta sbrisolona è immancabile.

Ma in realtà la cucina mantovana è ricca di tanti altri piatti, tutti deliziosi, che risentono anche dell’influenza della cucina tipica emiliana e veneta.

Se non hai la nostra stessa fortuna di avere un amico mantovano, concediti durante il tuo weekend una sosta presso uno dei locali tipici della città.

Non resterai deluso, ma visto che la maggior parte dei piatti sono belli calorici potrebbe essere una buona idea programmare la tua gita tra l’autunno e la primavera.

La Fioritura del Loto

In realtà c’è un motivo per il quale potresti essere tentato di visitare Mantova tra luglio e agosto, ed è la fioritura dei fiori di loto.

I fiori di loto che rendono celebre Mantova e Grazie di Curtatone. Foto del Parco del Mincio.

Mantova si trova infatti circondata dal fiume Mincio e da ben tre laghi artificiali: il Superiore, il Lago di Mezzo e l’Inferiore.

Ed è proprio presso il Superiore che in estate sbocciano fiori di loto e ninfee, e questo straordinario evento lo potrai godere al meglio spostandoti di poco da Mantova e raggiungendo la vicina Grazie di Curtatone con la sua bellissima area sosta.

Una chicca?

In attesa di salpare tra fior di loto e ninfee.

Rivolgiti ai Barcaioli del Mincio per un giro in barca lungo le anse del fiume e i suoi laghi: vedrai ninfee e fiori di loto da un punto di vista diverso dal solito, spettacolare e magico soprattutto al tramonto.

Ad ogni modo tutta l’area è un paradiso naturalistico protetto che fa parte del Parco del Mincio.

A parte ninfee e fiori di loto qui potrai trovare una flora e una fauna varie ed eterogenee, potrai prendere parte ad escursioni a piedi, in bici o in canoa e seguire itinerari pensati ad hoc per tutte le tipologie di turisti, camperisti inclusi.

Le cicogne al Parco del Mincio. Foto del Parco del Mincio.

Una delle attività di cui il Parco va giustamente più fiero è l’avviamento di un centro di reintroduzione e di ripopolazione delle cicogne nel territorio, quindi apri bene gli occhi e cerca di avvistarle.

Senza disturbarle, ovvio!

Sabbioneta

Sempre vicino a Mantova troverai Sabbioneta, uno dei borghi più belli d’Italia.

Fondata anch’essa da un Gonzaga, Sabbioneta è celebre per rappresentare la città ideale per quella che era la concezione rinascimentale.

Il suo centro storico è cinto da alte mura che tracciano un perimetro esagonale, all’interno del quale sono racchiuse Chiese e Palazzi prestigiosi.

Sabbioneta, la città perfetta per i canoni rinascimentali.

Le mura sono circondate da un fossato e in zona troverai anche un’area sosta camper gratuita e dotata di camper service, ma senza servizi di altro genere.

Una deviazione che comunque merita di essere fatta e che merita un articolo dedicato.

Mantova in Camper

Se invece vuoi restare a Mantova, dove sostare col camper?

L’area sosta Sparafucile a Mantova. Foto di Giuseppe Mattiello.

Noi ti consigliamo l’area sosta Sparafucile, a una decina di minuti a piedi dal centro storico della città (che puoi raggiungere anche con l’autobus che ferma proprio qui vicino).

L’area, ampia 12.000 mq, è aperta tutto l’anno ed è accessibile fino alle 23.00, ma non è prenotabile.

L’area, immersa nel verde. Foto di Giuseppe Mattiello.

Dispone di 55 piazzole, è verdeggiante e dotata di ogni comfort, dall’illuminazione alle colonnine elettriche, dal camper service ai bagni con docce.

Lì vicino passa la ciclabile Mantova – Peschiera, ideale per concedersi una bella pedalata in tutta tranquillità, mentre sempre nei dintorni troverai un supermercato, i laghi del Mincio e il suggestivo Ponte San Giorgio.

Quando e Come Visitare Mantova

Il centro storico di Mantova non è molto esteso, ragion per cui non impiegherai molto tempo ad esplorarlo.

Però ci sono Palazzi che meritano di essere visitati anche internamente, e per questo ti consigliamo di prevedere un paio di giorni a Mantova.

Evita come già detto i periodi più caldi, non solo per l’impegno calorico dei già citati piatti tipici ma anche per la conformazione della città stessa.

In posizione pianeggiante, circondata da fiumi e laghi, in estate Mantova diventa particolarmente afosa, con quel caldo umido che mette a dura prova anche i fisici più prestanti.

Mantova vista dall’area sosta Sparafucile. Foto di Giuseppe Mattiello.

E poi ovviamente ci sono zanzare grandi come missili, quindi ricordati di partire attrezzato.

Mantova ti sedurrà invece nel periodo natalizio, durante il quale la vedrai diventare una bomboniera di luci e addobbi.

Il modo migliore per visitare la città?

Sicuramente a piedi o in bicicletta.

Se hai intenzione di visitare alcuni Palazzi e Musei potresti prendere in considerazione l’idea di acquistare una Mantova Sabbioneta Card, che al costo di 20€ ti permette di accedere a diverse attrazioni sia di Mantova che di Sabbioneta.

La Card dura tre giorni e ti dà il libero accesso anche al servizio di trasporto pubblico e al bike sharing.

Piazza Sordello e il Rigoletto

Iniziamo il nostro giro da una delle piazze principali di Mantova: Piazza Sordello, chiamata così in onore di Sordello da Goito.

Se hai frequentato il Liceo Scientifico o Classico (ma magari anche altre scuole, perché no?) forse ti ricorderai di questo poeta mantovano del XIII secolo, citato anche nella Divina Commedia.

Piazza Sordello, con il Duomo e Palazzo Ducale. Foto di Nicola Malaguti.

Ora però parliamo della piazza, rettangolare e acciottolata, da cui potrai accedere ad alcuni degli edifici più celebri ed importanti di tutta Mantova, come Palazzo Ducale e il Duomo.

Ma qui si trova anche un altro palazzo che vogliamo segnalarti: la Casa del Rigoletto.

La casa del Rigoletto. Foto di Nicola Malaguti.

Rigoletto è il buffone di corte gobbo le cui vicende sono state messe in musica da Giuseppe Verdi nell’Opera omonima, ma in realtà non è per davvero mantovano.

Verdi si è infatti ispirato al personaggio francese di Triboulet del dramma di Victor Hugo, cambiandone il nome e spostando la vicenda in Italia.

Ad ogni modo nella loggia interna dell’edificio del Quattrocento noto col nome di Casa di Rigoletto si trova una statua che rappresenta il buffone, opera dello scultore Aldo Falchi.

Non potevamo non fermarci: papà mi ha trasmesso infatti l’amore per le Opere di Verdi (ma anche di Puccini).

Palazzo Ducale

Palazzo Ducale è uno dei luoghi iconici di Mantova, un enorme complesso di circa 500 ambienti diversi in stile medievale, rinascimentale e neoclassico.

Pronti per entrare a Palazzo Ducale. Foto di Nicola Malaguti.

L’edificio fu costruito tra il XIII e il XVIII secolo ed ospitò quindi per molti secoli i Gonzaga e gli artisti a loro cari.

Con i suoi 34.000 mq è attualmente il complesso architettonico museale più esteso d’Italia, ed è suddiviso in 3 aree principali: il Castello di San Giorgio, la Corte Nuova e la Corte Vecchia.

Piazza Sordello dai portici di Palazzo Ducale. Foto di Nicola Malaguti.

Degli interni del Palazzo resta poco: questo perché i Gonzaga furono negli anni costretti a vendere buona parte dei loro possedimenti per sostenersi e perché le truppe napoleoniche entrate a Mantova razziarono tutto ciò che potevano.

Un dettaglio del vasto complesso di Palazzo Ducale. Foto di Nicola Malaguti.

Tuttavia resta un bell’affresco di Rubens, la Trinità Adorata dalla famiglia Gonzaga, nonché gli affreschi spettacolari dell’ambiente più celebre di Castello San Giorgio: la Camera degli Sposi.

Castello San Giorgio

Fatto edificare nel 1395 con funzione difensiva, Castello San Giorgio presenta una spessa cinta di mura e ben tre ponti levatoi.

Quando nel 1400 i Gonzaga iniziarono ad abitarvi resero il complesso più accogliente, in particolar modo facendolo affrescare, e come detto in precedenza uno degli ambienti dipinti di maggior pregio è ancora oggi la Camera Picta o Camera degli Sposi del Mantegna.

Castello San Giorgio. Foto di Nicola malaguti.

Conclusa nell’arco di 9 anni, dal 1465 al 1474, la Camera degli Sposi non ha niente a che fare con una stanza da letto matrimoniale, ma prende il nome dai soggetti raffigurati.

Su una delle pareti sono infatti ritratti Ludovico II e sua moglie Barbara di Brandeburgo (che con la sua veletta mi ha sempre ricordato un cane Papillon), e con loro troviamo anche i figli e altri famigliari.

Due personaggi curiosi spiccano in particolare: il cane Rubino, tranquillamente acciambellato sotto il trono di Ludovico, e la nana di corte, dall’aria piuttosto antipatica e che ti fissa dritto negli occhi.

Sembra davvero di trovarsi in presenza dei nobili dell’epoca, e questo grazie alle abilità prospettiche del Mantegna.

Sua anche la seconda scena che celebra la linea dinastica del Duca, così come il bellissimo oculo sul soffitto.

Un dettaglio dell’affresco nella Camera degli Sposi.

E’ quest’ultimo uno dei simboli di Mantova, una di quelle immagini che spiccano su tutte le cartoline ricordo della città.

Anche qui l’illusione ottica è pazzesca, e sembra davvero di trovarsi al di sotto di uno squarcio verso il Paradiso con tanto di angioletti che si sporgono a guardare verso di noi.

Attento però, perché dovrai essere particolarmente lesto a guardarti attorno: è infatti possibile rimanere all’interno della Camera degli Sposi per non più di 5 minuti, e comunque ti conviene prenotare in anticipo la tua visita.

Un altro scorcio di Castello San Giorgio. Foto di Nicola Malaguti.

Se vuoi scoprire di più sulla Camera degli Sposi ti rimandiamo alla relativa pagina su Wikipedia, e ti segnaliamo anche la possibilità di prenotare un tour privato sia di Castello San Giorgio che di Palazzo Ducale.

Una Piccola Sfida per Te

Un’ultima curiosità: sai che il Mantegna ha apposto la sua firma per ben tre volte in questa stanza?

La prima firma la troverai su una targa tenuta in mano da due angioletti, la seconda sul pilastro accanto alla porta e la terza ed ultima tra le nuvole a sinistra nella volta.

Ti sfidiamo a trovarle tutte e tre entro i cinque minuti!

Il Duomo

Stavolta non è il Duomo la Chiesa più spettacolare della città, ma non possiamo comunque non parlartene.

La Cattedrale di San Pietro è stata edificata nell’XI secolo, e ad oggi sfoggia numerosi stili architettonici a causa delle tante modifiche subite nel corso degli anni.

Il Duomo di Mantova: San Pietro. Foto di Velvet – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Ad esempio potrai notare che la torre campanaria è romanica, una delle fiancate è gotica e la facciata è barocca: un gran bel mix!

L’interno è a cinque navate, con colonne corinzie, ed ospita le spoglie mortali di vari membri della famiglia Gonzaga.

Una chicca è la presenza di una bellissima Via Crucis in terracotta, opera dello scultore medievale Andrea Jori.

Piazza delle Erbe

Un’altra piazza, anch’essa adiacente a palazzi ed edifici degni di nota e ricchi di fascino quali la Torre dell’Orologio, la Rotonda San Lorenzo, il Palazzo della Ragione e la Casa del Mercante.

Uno scorcio di Piazza delle Erbe. Foto di Nicola Malaguti.

Ma prima di tutto: perché il nome di “Piazza delle Erbe”?

Perché qui ancora oggi ha sede il tradizionale mercato di frutta e verdura.

La Torre dell’Orologio

Proprio di fianco a Palazzo della Ragione si trova la Torre dell’Orologio, alta ben 32 m e dalla cui sommità si può godere una vista panoramica mozzafiato su tutta Mantova.

La Torre dell’Orologio. Foto di Nicola Malaguti.

O almeno, si potrebbe godere una vista spettacolare: il condizionale è d’obbligo perché attualmente la Torre è chiusa al pubblico per lavori di ristrutturazione.

Speriamo possa riaprire presto!

Un dettaglio dell’orologio. Foto di Tango7174 – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Fu costruita nel 1400 da Bartolomeo Manfredi, progettista anche dell’enorme orologio astronomico da cui la Torre prende il suo nome.

L’orologio indica le ore, i segni zodiacali, i giorni lunari, la posizione degli astri e le ore planetarie, e potrai osservarne il complesso e delicato funzionamento visitando il Museo del Tempo all’interno della Torre.

La Rotonda di San Lorenzo

Si tratta di una chiesa, guarda un po’, rotonda.

E’ considerata la più antica della città, anche se ad onor del vero non si sa con certezza a quando risalga la sua costruzione.

Si ipotizza una sua fondazione tra l’XI e il XII secolo per volontà di Matilde di Canossa, ma la cosa che desta più stupore è la sua storia particolare.

La particolare Rotonda San Lorenzo. Foto di Nicola Malaguti.

Nel 1500 fu infatti chiusa al culto e finì letteralmente incastrata tra altri edifici più nuovi, come botteghe ed abitazioni, scomparendo di fatto alla vista.

Fu solo agli inizi del XIX secolo che gli edifici intorno furono abbattuti e la Rotonda rivide la luce, fu restaurata e riaperta al culto.

E oggi rappresenta uno dei luoghi simbolo di Mantova.

Il suo interno è a navata unica, e anche se una volta era completamente affrescata oggi non restano che poche tracce di pittura tra cui un San Lorenzo sulla Graticola.

La Casa del Mercante

Poco lontano dalla Rotonda di San Lorenzo attrae l’attenzione un edificio su tre piani, costruito nel 1455 per volontà di Giovan Boniforte da Concorezzo.

La Casa del Mercante. Foto di Massimo Telò – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Questi era un mercante di tessuti che utilizzava il palazzo come casa e bottega e che spesso si recava per lavoro in Oriente, cosa sottolineata dalla facciata dell’edificio in stile, appunto, orientale.

Sotto il porticato e sugli architravi troviamo riportato il nome del proprietario (IOHANESBONIFORT DE CONCORESIO HOC OPUS FIERI FECIT SUB ANNO DOMINI 1455) circondato da sculture rappresentanti i suoi attrezzi del mestiere, tra cui bilance e coltelli.

Purtroppo l’edificio, essendo proprietà privata, non è visitabile.

Sappi però che si trova in Piazza delle Erbe 26.

La Basilica di Sant’Andrea

Ecco, adesso siamo pronti per raccontarti il luogo di culto più bello di tutta Mantova, almeno a gusto personale (ma non siamo i soli a pensarla così): la Basilica di Sant’Andrea.

Scorcio della cupola della Basilica di Sant’Andrea. Foto di Nicola Malaguti.

Progettata da Leon Battista Alberti ma conclusa da Luca Fancelli, la Basilica è riccamente decorata internamente ed ha una pianta a croce.

I magnifici interni della Basilica di Sant’Andrea.

Racchiude opere di Correggio e Mantegna (che tra l’altro è sepolto proprio qui), ma la cosa che desta più curiosità è la cripta.

Qui sono conservati dei vasi in cui si dice sia raccolta la terra intrisa dal sangue di Cristo gocciolato dalla lancia di Longino.

Pare che questo reperto di importanza incommensurabile per i Cristiani fu sepolto da Longino e ritrovato proprio da Sant’Andrea, rendendo Mantova sede vescovile.

Anni dopo furono anche ritrovate le ossa del soldato Longino, a cui è poi stata dedicata una cappella.

La cripta che conserva al suo interno i Sacri Vasi.

I Sacri Vasi sono protetti nella cripta da una serratura complicatissima a 12 chiavi, e vengono esposti al pubblico solo in occasione del Venerdì Santo.

Piazzetta Matilde di Canossa

Questa piccola piazzetta è celebre per due cose in particolare.

L’edicola Liberty. Foto di Massimo Telò – Opera propria, CC BY-SA 4.0

In primo luogo un’edicola tutta in stile liberty, davvero bellissima anche se non più in uso.

Risale al 1800 ed è stata restaurata dal FAI.

La chiesetta della Madonna del Terremoto.

Troviamo poi la Chiesa della Madonna del Terremoto, piccina ma molto graziosa, tutta in stile barocco.

Non è aperta al pubblico, ma potrai sbirciare al suo interno da una grata.

Il Museo Tazio Nuvolari

Ricordo bene la visita a questo museo in compagnia di mio papà, ma quasi pensavo di essermi immaginata tutto.

Quando scriviamo un articolo infatti facciamo sempre prima un po’ di ricerche per controllare di non aver scordato dettagli importanti, e questo museo non compariva nei resoconti di nessuno.

Google viene però sempre in soccorso in caso di bisogno, ed è quindi arrivata subito la conferma che no, il Museo di Tazio Nuvolari non era stato un sogno.

E che sì, si trova proprio a Mantova.

Fino al momento della visita per me Nuvolari non era che il protagonista di una canzone di Dalla, la cui strofa mi trovavo spesso a canticchiare

Nuvolari è bruno di colore, Nuvolari ha la maschera tagliente
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, di morire non gli importa niente?
Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con l’ “alfa” rossa fa quello che vuole
Dentro al fuoco di cento saette!

Ma in fondo Tazio Nuvolari era proprio questo: un pilota motociclistico e automobilistico di fama mondiale negli anni a cavallo tra i due conflitti mondiali.

Uno dei trofei in mostra al Museo Tazio Nuvolari.

Basso di statura, dalla pelle scura e imbattibile a bordo della sua Alfa Romeo rossa, era detto “Mantovano Volante” o “Nivola”.

Era talmente caro ai suoi concittadini che quando morì per un ictus nel 1952 l’intera città fu parata a lutto.

Il Museo raccoglie le sue memorabilia, i suoi trofei, la sue vetture ed una grande collezione di fotografie e materiale audiovisivo.

Anche Learco Guerra è celebrato in questo museo, altro mantovano celebre per le sue vittorie.

Stavolta parliamo di un ciclista nato nel 1902 e morto nel 1963, non prima però di aver conquistato il titolo di campione mondiale nel 1931.

Il museo si trova in via Giulio Romano (angolo via Nazario Sauro), presso la ex Chiesa del Carmelino.

Il Museo dei Vigili del Fuoco

Altro museo particolare è quello dedicato ai Vigili del Fuoco, il secondo in Europa.

Il Museo dei Vigili del Fuoco. Foto di Giuseppe Mattiello.

Qui sono raccolti mezzi e cimeli dei pompieri dal ‘700 ad oggi utilizzati in Italia, e la galleria espositiva fa parte del complesso di Palazzo Ducale.

La collezione di veicoli, divise e dotazioni di sicuro intratterrà sia i grandi che i piccini.

Alcuni dei veicoli in mostra. Foto di Giuseppe Mattiello.

Ma attenzione, perché il museo è visitabile solo nei weekend.

Osserva inoltre chiusura ad agosto, dall’epifania fino a metà febbraio, a Natale, Pasqua e Capodanno.

Piazza Virgiliana

Sapevi che Mantova è anche patria di Virgilio?

Beh, è proprio così, e per celebrarlo la città ha dedicato al poeta latino un’intera piazza.

Il monumento a Virgilio. Foto di Nicola Malaguti.

Parliamo di Piazza Virgiliana ovviamente, al centro della quale spicca il monumento in marmo di Carrara raffigurante la guida di Dante all’Inferno.

Pescherie di Giulio Romano

Edificio storico di Mantova realizzato da Giulio Romano (più celebre però per l’edificio che ti presenteremo nel prossimo paragrafo) per il commercio del pesce.

Costituite da due porticati a cavallo del Rio che attraversa Mantova, erano collegate all’edificio del macello che fu però demolito.

Le Pescherie di Giulio Romano. Foto di Nicola Malaguti.

Oggi le Pescherie sono state ristrutturate, e rappresentano uno degli angoli più suggestivi della città.

Palazzo Te

Concludiamo la visita di Mantova con un altro simbolo della città: Palazzo Te.

Non farti ingannare dal nome, perché non ha niente a che fare con la bevanda…

Uno scorcio di Palazzo Te. Foto di Nicola Malaguti.

Piuttosto si pensa che derivi dalla piccola Isola Tejeto, detta Te, che si trovava accanto al territorio circondato da laghi e dal fiume che ospitava la città.

E Palazzo Te sorgeva proprio su questa piccola e piacevole isoletta.

I giardini di Palazzo Te. Foto di Nicola Malaguti.

Costruito nel 1500 sempre da Giulio Romano (allievo di Raffaello) per volere di Federico II di Gonzaga, era il luogo dove il Duca amava rilassarsi e svagarsi.

Ha ospitato figure illustri e anche l’amante del Duca Federico, tale Isabella Boschetti, e anche se oggi è privo di mobilio lascia comunque a bocca aperta.

Un dettaglio de La Caduta dei Giganti.

Questo perché conserva degli affreschi meravigliosi, tra i più famosi dei quali rientrano il ciclo della Camera dei Giganti e di Amore e Psiche.

La prima Camera è affrescata in ogni millimetro dal pavimento al soffitto, e narra appunto le vicende della caduta dei Giganti, puniti da Giove dopo l’assalto fallito all’Olimpo.

Un dettaglio della Camera di Amore e Psiche.

La seconda era riservata ad ospiti illustri, come l’imperatore Carlo V, ed è anch’essa talmente ricca e affrescata da essere quasi “troppo”.

Palazzo Te baciato dalle luci del Tramonto. Foto di Nicola Malaguti.

La visita a Palazzo Te dura circa un paio d’ore, ma non dimenticare di dare uno sguardo anche al giardino e all’appartamento dove Federico incontrava in segreto la sua amante.

Cosa Vedere a Mantova e Dintorni: le Nostre Conclusioni

Siamo certi che ci siano molte altre cose da vedere a Mantova e dintorni oltre a quelle che ti abbiamo indicato.

Ma se dobbiamo pensare ad un itinerario di due giorni non si può mettere troppa carne al fuoco, soprattutto pensando di visitare musei e palazzi.

Giochi prospettici nella Camera dei Giganti.

Anche così dovrai probabilmente fare una selezione se non vuoi arrivare a fine weekend più stanco di quando sei partito…

Ma una cosa possiamo garantirtela: la tua sarebbe comunque una stanchezza ricca di soddisfazione.

Alla prossima!

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.