Coronavirus e Viaggi in Camper

Coronavirus e viaggi in camper in Europa e in Italia: quali sono le restrizioni?

In una situazione di emergenza e di perplessità quale quella che stiamo vivendo, vogliamo provare ad informare i nostri amici camperisti in merito a questo tema ben preciso.

Per notizie relative ad altri continenti o altre tipologie di viaggio (tramite aerei, treni o navi) ti rimandiamo al sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri.

(EDIT: Stiamo aggiungendo anche notizie relative ai voli e ad altre forme di spostamento per aiutare anche coloro che hanno bisogno di raggiungere con urgenza località estere o di tornare in Italia da esse)

Provvederemo comunque ad aggiornare tempestivamente l’articolo quando saranno diramate nuove notizie in merito (che speriamo siano positive ovviamente).

E ora partiamo…anche se solo metaforicamente per ora.

Aggiornamento 1 Aprile 2021: Misure Fino al 6 Aprile

E’ stato reso noto il contenuto del nuovo Decreto Legge in vigore dal 15 marzo e che sarà valido fino al 6 aprile.

E’ stato cancellato il colore giallo, facendo rientrare tutte le Regioni italiane in fascia arancione o rossa.

Resta il divieto di effettuare spostamenti tra Regioni, indipendentemente dal loro colore, se non per motivi di salute, lavoro, urgenza e necessità dimostrabili.

Si potranno tuttavia raggiungere le seconde case anche in altre Regioni, ma attenzione alle ulteriori restrizioni introdotte dalle singole Regioni: non tutte infatti consentono questo genere di spostamento.

Il permesso, valido anche fuori Regione, riguarda solo i membri di uno stesso nucleo famigliare, e potranno essere raggiunte anche le case in affitto se esso è di lungo periodo.

In zona rossa non ci si potrà recare in visita a famigliari e parenti, neppure una volta al giorno, e piscine, piste da sci e palestre continueranno a restare chiuse.

Unica eccezione per quanto riguarda le visite ai parenti in zona rossa è data dalle giornate dal 3 al 5 aprile, intorno a Pasqua quindi.

In queste giornate sarà infatti consentito la visita a parenti amici ma solo se una volta al giorno e con due persone alla volta (a cui possono essere aggiunte persone diversamente abili conviventi e minori sotto i 14 anni).

Scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse in zona rossa e possibile chiusura anche in presenza di 250 casi di Covid ogni 100.000 abitanti nell’arco di una settimana.

Confermati il coprifuoco e la disciplina che regolamenta l’apertura e la chiusura di negozi, locali e ristoranti.

Per maggiore chiarezza ti lasciamo il testo del nuovo Decreto Legge.

Prevista ancora la quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti coloro che arrivano in Italia dall’estero.

Ha inoltre avuto inizio la campagna vaccinale, e anche qui il Governo si è espresso introducendo una norma secondo cui, qualora un paziente non in condizione di esprimere il consenso libero alla somministrazione sia privo di un tutore legale, sarà il giudice tutelare a rinviare al direttore sanitario o responsabile medico la decisione della somministrazione. 

Ti lasciamo comunque il testo del Dpcm.

Nuovo DPCM Valido dal 7 al 30 Aprile

Nelle scorse ore è stato anche rilasciato il testo den nuovo DPCM che entrerà in vigore dal 7 aprile e resterà valido fino al 30 aprile.

Ancora cancellata la zona gialla: tutte le Regioni si troveranno quindi in fascia rossa o al massimo arancione.

Si tornerà a parlare di zona gialla intorno alla metà del mese di aprile se e solo se la campagna vaccinale sarà proficua e in caso di contagi bassi.

Continua la chiusura di palestre, piscine, cinema e teatri.

Bar e ristoranti rimangono chiusi (aperti in realtà solo per asporto e delivery).

In zona rossa riapriranno le scuole in presenza a partire da quelle dell’infanzia e fino alla prima media compresa, mentre in zona arancione anche la seconda e la terza media sono in presenza.

Per le scuole superiori sarà garantita la presenza minima al 50% e quella massima è fissata al 75%, mentre per il resto del tempo si continuerà con la DAD.

L’ulteriore novità è l’obbligo vaccinale per tutti glie sponenti delle categorie sanitarie, pena un riassegnamento delle mansioni anche ad un livello inferiore.

Ad ogni modo ti lasciamo il testo del nuovo DPCM e le risposte alle FAQ del Governo, ché in tutta sincerità si fa sempre più fatica a stare al passo con le regole stabilite di volta in volta.

Regioni Italiane: in Quale Fascia Sono

Fai attenzione, perché all’interno di ogni Regione possono esserci Comuni di un colore diverso a seconda del rischio epidemiologico specifico.

Ti consigliamo quindi di consultare il sito web della tua Regione di interesse per essere sempre aggiornato in tempo reale sull’andamento della situazione.

Quali Sono le Regole Attive a Seconda dei Colori

L’assegnazione ad un “colore” piuttosto che ad un altro e le norme collegate dipendono da 21 criteri.

Quali sono questi criteri?

Ti rimandiamo a quanto riportato su Il Corriere, al fine di comprenderli al meglio, ma come ti abbiamo già detto alcuni parametri sono in aggiornamento.

Infatti con Rt a 1 si andrà in zona arancione e con l’Rt a 1,25 in zona rossa, mentre fino ad ora il valore stabilito per passare in zona arancione era 1,25 e in zona rossa 1,50.

In zona bianca possono riaprire i locali e i ristoranti anche alla sera, e aperti anche i cinema e i teatri (rispettando comunque il distanziamento sociale, l’obbligo di mascherina e la necessità di prenotazione).

Il coprifuoco in Sardegna è posticipato alle 23.30.

Per maggior chiarezza ti lasciamo come riferimento la pagina delle FAQ del Governo.

Zona Gialla – Attualmente Destituita

Rischio epidemiologico basso.

Qui saranno in vigore le seguenti disposizioni:

zona gialla
Divieti e permessi in zona gialla.
  • Coprifuoco dalle ore 22.00 alle 05.00. In questa fascia oraria non sarà possibile uscire se non per comprovate ragioni di lavoro, salute o urgenza, e molto probabilmente servirà l’autocertificazione.
  • Non si potrà uscire dalla propria Regione, se non per visitare parenti che si trovano in un Comune distante massimo 3o km dal nostro. Il Comune di partenza deve avere un massimo di 5000 abitanti e quello di destinazione non deve essere un capoluogo.
  • Didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori.
  • È prevista l’attività in presenza per scuole elementari e medie ma con uso obbligatorio delle mascherine.
  • Capienza dimezzata nei mezzi pubblici.
  • Centri commerciali chiusi nei weekend e nei festivi.
  • Chiusura di musei, mostre e sale bingo oltre ai centri scommesse, ai cinema, ai musei e ai parchi di divertimento.
  • Bar, ristoranti, pasticcerie chiusi dopo le 18.00.
  • Blocco dei concorsi pubblici, compreso quello della scuola. Permessi solo i concorsi pubblici che coinvolgono il personale sanitario e la protezione civile.
  • Consentito l’accesso ai parchi purché sia possibile mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.

Zona Arancione

Rischio epidemiologico medio, con un inasprimento quindi delle disposizioni precedenti ed ulteriori limitazioni.

zona arancione
Divieti e permessi in zona arancione.
  • È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione a meno che non ci siano comprovate esigenze. Necessaria l’autocertificazione per dimostrarne i motivi.
  • Visite consentite però, anche se solo una volta al giorno, a parenti e amici che si trovano in un Comune diverso, distante massimo 30 km dal nostro. Il Comune di partenza deve avere un massimo di 5000 abitanti e quello di destinazione non deve essere un capoluogo. Applicando queste regole si potrà valicare anche il confine regionale.
  • Chiusura totale, al di là della fascia oraria, per bar, ristoranti, pasticcerie.
  • Aperti parrucchieri, barbieri e i centri estetici.
  • Coprifuoco dalle ore 22.00 alle 05.00. In questa fascia oraria non sarà possibile uscire se non per comprovate ragioni di lavoro, salute o urgenza, e molto probabilmente servirà l’autocertificazione.
  • È prevista l’attività in presenza per scuole dell’infanzia, elementari e medie ma con uso obbligatorio delle mascherine.
  • Capienza dimezzata nei mezzi pubblici.
  • Chiusura di musei, mostre e sale bingo oltre ai centri scommesse, ai cinema, ai musei e ai parchi di divertimento.
  • Blocco dei concorsi pubblici, compreso quello della scuola. Permessi solo i concorsi pubblici che coinvolgono il personale sanitario e la protezione civile.
  • Consentito l’accesso ai parchi purché sia possibile mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.

Zona Rossa

Rischio epidemiologico alto, con disposizioni che ricordano quelle già attuate durante il lockdown di marzo.

Le regole vigenti in zona rossa.
Le regole vigenti in zona rossa.
  • Vietato ogni spostamento sia all’interno del Comune che in entrata e in uscita dallo stesso salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, per motivi di salute o per accompagnare i figli a scuola. Servirà l’autocertificazione per giustificare gli spostamenti.
  • Visite a parenti e amici consentite una volta al giorno e per un massimo di due persone (non vanno conteggiati minori di 14 anni e persone diversamente abili conviventi) solo nelle giornate dal 3 al 5 aprile, ossia nelle giornate delle festività pasquali.
  • Didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado. Dal 7 al 30 aprile riapriranno in presenza le scuole dell’infanzia fino alle prime medie.
  • Chiusura di bar, pasticcerie e ristoranti, ma anche di tutti i negozi che vendono beni non essenziali. Consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle ore 22.00,  della ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze.
  • Aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.
  • Farmacie, supermercati, edicole e tabaccai saranno aperti al pubblico come già accaduto durante il lockdown di marzo.
  • Chiusi i parrucchieri e i centri estetici, ma aperti tutti gli altri esercizi commerciali che si occupano di beni considerati necessari (vedi il paragrafo seguente per averne un elenco esaustivo).
  • Restano aperte anche le industrie.
  • Sono sospese le attività sportive anche nei centri all’aperto. È consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza di almeno un metro e attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale.
  • Coprifuoco dalle ore 22.00 alle 05.00. In questa fascia oraria non sarà possibile uscire se non per comprovate ragioni di lavoro, salute o urgenza, e molto probabilmente servirà l’autocertificazione.
  • Capienza dimezzata nei mezzi pubblici.
  • Chiusura di musei, mostre e sale bingo oltre ai centri scommesse, ai cinema, ai musei e ai parchi di divertimento.
  • Blocco dei concorsi pubblici, compreso quello della scuola. Permessi solo i concorsi pubblici che coinvolgono il personale sanitario e la protezione civile.

Esercizi Commerciali Necessari che Restano Aperti Anche in Zona Rossa

  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici Ateco: 47.2), inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice Ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
  • Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di biancheria personale
  • Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati
  • Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
  • Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
  • Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
  • Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse
  • Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere.

Alcune Domande e Risposte Utili sui Sintomi da Covid-19

In caso di problemi di salute e sintomi assimilabili al Covid- 19 ecco come consiglia di comportarsi il Ministero della Salute:

Dubbi sulla Salute
Dubbi sulla Salute

Se rispettiamo tutti le regole con scrupolo e coscienza, tutto tornerà più velocemente alla normalità.

Regole Utili di Comportamento

Ti riportiamo qualche consiglio pratico per evitare di contrarre e diffondere il virus, e ti rinviamo anche al nostro articolo/ intervista per capire cos’è e come funziona.

Questo il vademecum riportato dal Ministero della Salute:

Vademecum del Ministero della Salute
Vademecum del Ministero della Salute

Analizziamo brevemente i vari punti, alcuni dei quali abbiamo approfondito con un’esperta:

  1. Lavati le mani per almeno 20 secondi. Devi sfregare palmi delle mani, dorso, spazio fra le dita, pollici e polsi. Utile anche l’amuchina, sicuramente…ma non facciamoci prendere dal panico! Laviamo le mani e manteniamole pulite più spesso del solito, ma in modo ragionevole: c’è una giusta via di mezzo tra il lavarsi una volta al giorno e il lavarsi ogni 0,2 secondi… E occhio alle ricette che trovi in rete per preparare l’amuchina, potresti avere più danno che beneficio!
  2. Beh, questa è una regola di buonsenso: anche nel caso di una comune influenza cerchi di non farti tossire e starnutire addosso, no? Evita i luoghi affollati, ma di nuovo non farti prendere dal panico o dalla psicosi. Questo serve sì a non ammalarci in prima persona, ma serve soprattutto ad evitare di essere veicolo di infezioni virali che potrebbero creare problemi seri alle persone appartenenti alle categorie più a rischio (anziani, asmatici, persone con scarse difese immunitarie…). Garantiamo in pratica una sorta di immunità di branco!
  3. Occhi, naso e bocca sono vie di ingresso privilegiate per il virus, quindi tocchiamoci solo a mani pulite, così come indicato al punto 1.
  4. Regola di buona educazione che tutti dovremmo aver imparato fin da bambini. Se ci viene da starnutire facciamolo nell’incavo del gomito, o in un fazzoletto di carta che poi butteremo via.
  5. No alle cure fai-da-te: i medici esistono apposta! Però cerca di non intasare le linee di soccorso al primo colpo di tosse…In caso di dubbi comunque chiama il 1500, il numero di pubblica utilità istituito dal Ministero della salute per rispondere a dubbi in merito al Coronavirus.
  6. Cerca di tenere igienizzate le superfici di casa per garantirti un ambiente salubre. A questo scopo noi ci stiamo trovando bene col nostro ozonizzatore, di cui esiste anche la versione a ciclo continuo. Perché sì, debella anche i virus…Potere dell’ozono!
  7. Lascia le mascherine a chi ne ha davvero bisogno, e sappi che non tutte quelle che trovi in vendita sono utili a proteggere dal Coronavirus. Le mascherine più idonee sono infatti quelle di classe FFP3 o FFP2. AGGIORNAMENTO: Da nuovi studi è emersa l’effettiva utilità di usare comunque le mascherine per proteggere chi ci sta intorno da eventuali possibili contagi, subdoli specie se si è portatori asintomatici del virus. Allo scopo sono utili anche mascherine fai da te realizzate in stoffa, da lavare e sterilizzare correttamente dopo ogni utilizzo. Ricordiamo inoltre che spesso le mascherine che si acquistano sono usa e getta, o comunque vanno sostituite dopo tot ore. NON utilizzare, a meno che tu non sia un operatore sanitario, mascherine dotate di filtro.
  8. Crediamo non ci sia altro da aggiungere…
  9. Non correre al pronto soccorso della tua città nel caso in cui tu presentassi dei sintomi collegabili al Coronavirus: se tu fossi davvero malato potresti diffondere il contagio, quindi chiama i numeri telefonici di riferimento.
  10. Coccola pure i tuoi cuccioli, non sono veicolo di infezione!
Vademecum Coronavirus
Vademecum Coronavirus

Dove e Come Viaggiare in Europa col Camper

Viaggi in Europa: dove andare e come in epoca Covid?

La risposta è difficile.

La pandemia da Coronavirus non è certo venuta meno, e anzi va riacutizzandosi un po’ ovunque rendendo necessarie nuove misure di contenimento e nuove regole da seguire in caso di spostamenti.

Camperista in Viaggio
Camperista in Viaggio

Noi camperisti non possiamo spostarci in Italia, né al di fuori delle nostre Regioni, né all’interno dei confini delle stesse.

Questo sta scatenando molti malumori, perché è invece consentito viaggiare all’estero seppur con determinate limitazioni.

Sono inoltre ripartite le crociere.

Viaggiare in Europa

Per quanto riguarda i viaggi all’estero sono consentiti tutti quelli verso i Paesi in fascia C (la maggior parte dei Paesi europei) senza dover giustificare lo spostamento.

Tuttavia è necessario un tampone negativo prima della partenza, un secondo tampone da effettuare 48h prima del rientro in Italia, 5 giorni di quarantena una volta in Italia e infine, al termine della quarantena, un terzo ed ultimo tampone.

Ti ricordiamo che il tampone deve essere molecolare o antigenico.

Ti riportiamo quanto indicato sul sito della Farnesina Paese per Paese, e speriamo di poter presto tornare a viaggiare in serenità e sicurezza.

Spagna

 È consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena. Tuttavia, fino al 5 aprile 2021 sono stati ristabiliti i controlli alla frontiera terrestre col Portogallo: in virtù di tale misura, è permessa l’entrata in Spagna dal Portogallo, per via terrestre, solo a: residenti in Spagna; residenti in altri Paesi UE diretti verso il proprio domicilio; lavoratori; chi accrediti motivi di forza maggiore o di necessità; personale diplomatico. Vige l’obbligo di presentare un test molecolare PCR negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso – per via aerea o marittima – nel Paese: la prescrizione riguarda i passeggeri provenienti da tutti i Paesi UE e tutti i Paesi extra UE tranne Australia, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Corea del Sud, Tailandia, Cina, Hong Kong e Macao. Per l’Italia, l’obbligo riguarda i passeggeri provenienti da qualunque Regione. Non sono ammessi i test rapidi.

Dal 30 marzo 2021 l’obbligo di test vige anche per chi arriva dalla Francia per via terrestre, tranne per i minori di sei anni, autotrasportatori, lavoratori frontalieri, residenti delle zone di confine in un raggio di 30 km.

Prima dell’arrivo in Spagna per via aerea o marittima è necessario anche compilare un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet spth.gob.es o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. Per i passeggeri che utilizzano la via marittima, attualmente il formulario può essere presentato solo in formato cartaceo, disponibile a questa pagina del Ministero della Salute: https://www.mscbs.gob.es/profesionales/saludPublica/sanidadExterior/ControlHS.htm

I viaggi non imprescindibili da Paesi extra UE sono limitati fino al 30 aprile 2021. In particolare, chi proviene al di fuori dell’Europa può accedere in Spagna solo se trattasi di: a) residenti abituale nell’UE, Stati associati Schengen, Andorra, Monaco, Vaticano o San Marino, e si dirigano verso il proprio Paese di residenza; b) titolari di un visto per soggiorni di larga durata rilasciato da uno Stato membro UE o Stato associato Schengen e si dirigano verso tale Paese; c) personale sanitario e professionisti dell’assistenza che si dirigano verso il proprio posto di lavoro; d) equipaggi; e) personale diplomatico; f) studenti che realizzino i propri studi negli Stati membri UE; g) lavoratori altamente qualificati, i cui compiti non possano essere posposti o realizzati a distanza, inclusi i partecipanti ad eventi sportivi di alto livello che abbiano luogo in Spagna; h) persone che viaggiano per motivi familiari inderogabili opportunamente accreditati; i) persone che accreditino ragioni di forza maggiore o situazioni di necessità; j) residenti in Australia, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Corea del Sud, Tailandia, Cina, Hong Kong e Macao purché provengano direttamente da questi Paesi, siano transitati esclusivamente in altri Paesi inclusi in suddetta lista o abbiano realizzato unicamente transiti internazionali in aeroporti situati in Paesi terzi differenti.

Fino al 12 aprile 2021 sono limitati i voli provenienti dal Brasile e dal Sudafrica. In virtu’ di tale misura, i voli  in arrivo da qualsiasi aeroporto brasiliano e sudafricano e diretti verso qualsiasi aeroporto spagnolo, con o senza scali intermedi, potranno essere effettuati solo nel caso di velivoli che trasportano esclusivamente cittadini spagnoli o andorrani, persone residenti in Spagna o Andorra oppure passeggeri in transito internazionale verso un Paese non Schengen, con scalo inferiore alle 24 ore durante le quali non è permesso uscire dalla zona transiti.

Per chi proviene da Brasile e Sudafrica, rispettando le regole di cui sopra, le Autorità spagnole hanno anche introdotto l’obbligo di isolamento fiduciario nei 10 giorni successivi all’arrivo, applicato fino 4 aprile (in aggiunta al test molecolare PCR) anche ai passeggeri in arrivo da Botswana, Comore, Ghana, Kenya, Mozambico, Tanzania, Zambia, Zimbabwe, Peru’ e Colombia.

Dal 25 ottobre 2020 al 9 maggio 2021 è in vigore in Spagna un nuovo “stato d’allarme”, in virtù del quale le Comunità Autonome (Regioni) possono adottare misure restrittive della mobilità in entrata e uscita dalle Regioni e da specifici Comuni o quartieri. Alla luce di ciò, sono in vigore molteplici lockdown localizzati e restrizioni della mobilità nelle ore notturne.

Per il periodo pasquale (in particolare dal 26 marzo al 9 aprile), è vietato muoversi da una Regione all’altra se non per motivi giustificati. Tale misura non si applica alle Isole Baleari e alle Isole Canarie, dove però è stato disposto l’obbligo di test molecolare anche per muoversi tra le Isole, ad eccezione degli spostamenti effettuati per giustificati motivi.  Per ulteriori informazioni, anche sulle misure restrittive interne, si vedano il sito Ambasciata italiana a Madrid e del Consolato Generale d’Italia a Barcellona.

Bielorussia

In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, le Autorità bielorusse hanno introdotto per i passeggeri in arrivo dall’Italia l’obbligo di isolamento fiduciario per 10 giorni. Inoltre è previsto anche l’obbligo di produrre, all’arrivo in aeroporto, un test PCR di negatività al COVID-19 rilasciato non più di 3 giorni prima della data di arrivo. Il test in questione deve essere redatto in lingua inglese, russa o bielorussa. Non è possibile ripartire dal Paese prima della scadenza del periodo di isolamento fiduciario di 10 giorni. Un’eccezione all’isolamento fiduciario è prevista solo qualora vi sia un invito ufficiale di un Ente giuridico o Azienda bielorussi, che andrà esibito ai controlli di frontiera. I collegamenti aerei diretti con Roma e Milano sono regolarmente assicurati dalla compagnia di bandiera Belavia. Per maggiori informazioni su date e orari: https://en.belavia.by/. Sono invece state temporaneamente chiuse, in entrata e in uscita dalla Bielorussia, le frontiere terrestri con Polonia, Lituania, Lettonia e Ucraina, eccetto che per gli auto-trasportatori.

Si rammenta che la normativa italiana in vigore prevede il rientro in Italia solo a determinate condizioni. Si raccomanda di prendere visione della normativa sul sito web www.governo.it e www.esteri.it

Georgia

Siamo proprio al confine tra Europa e Asia, ma abbiamo scelto di includerla:

Le autorità della Georgia hanno disposto che:

– I viaggiatori provenienti per via aerea dall’estero possono entrare in Georgia incondizionatamente se presentano un documento che certifichi lo svolgimento di un ciclo completo di vaccinazione contro il Covid-19 (due dosi);

–  I cittadini italiani e i residenti in Italia, a condizione che provengano per via aerea dall’Italia o da un altro dei Paesi nei confronti di quali le autorità georgiane hanno disposto la riapertura delle frontiere aeree (Stati membri UE, Israele, Svizzera, USA, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Turchia, Armenia, Azerbaijan, , Kazakistan Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan and Kyrgyzstan, Ucraina, Federazione Russa e Bielorussia) devono presentare un test PCR con risultato negativo risalente alle 72 ore precedenti il viaggio. In caso di presentazione di test PCR negativo nei tempi previsti, i viaggiatori non sono posti in autoisolamento. Sarà tuttavia richiesto di effettuare un nuovo test PCR di controllo (a proprie spese) tre giorni dopo l’ingresso in Georgia.

A tutti i viaggiatori provenienti dai Paesi sopra indicati è richiesta, ai fini dell’ingresso in Georgia, la compilazione di un apposito modulo online disponibile al seguente link.

Per maggiori informazioni consultare il sito del Ministero degli Esteri georgiano.

Malta

L’aeroporto internazionale di Malta e’ aperto ai voli commerciali. E’ stato elaborato un elenco di destinazioni che verra’ aggiornato settimanalmente. E’ stata inoltre introdotta una AMBER LIST: i passeggeri provenienti da questi luoghi dovranno presentare un’attestazione di test COVID (tampone) con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta.

Tutti i viaggiatori provenienti da tutti gli aeroporti d’Italia (escluse la Sicilia e la Sardegna) dovranno attenersi alle regole di cui sopra e presentare un’attestazione di test COVID con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta. Tutti gli aggiornamenti  e la AMBER List sono consultabili al sito https://www.visitmalta.com/en/reopening-airport.

All’arrivo a Malta, i viaggiatori saranno soggetti a screening  per misurare la temperatura.  Le persone in arrivo saranno  invitate a compilare un documento con il quale dichiareranno i loro spostamenti nei 30 giorni precedenti. In particolare, verrà chiesta ai passeggeri la conferma di non essersi recati in nessuna nazione al di fuori di quelle elencate nella AMBER List.

Coloro che arrivano da destinazioni al di fuori di quelle elencate, a meno che non dimostrino di esser stati per un periodo di quattordici giorni in una delle destinazioni sopra richiamate, dovranno effettuare un periodo di quarantena di due settimane a proprie spese a partire dall’arrivo a Malta.

Anche per questo sono assolutamente sconsigliati gli scali aerei a Malta volti a raggiungere altre località incluse quelle italiane.

Le Autorità maltesi raccomandano, in caso di esposizione a possibili contagi e in caso di presenza di sintomi di COVID-19, di NON recarsi in ospedale o presso il proprio medico o altre strutture sanitarie, ma di restare nel proprio domicilio e di contattare il numero unico di emergenza +356 111.

Stop ai Viaggi?
Stop ai Viaggi?

Cipro

La citiamo perché facente parte dell’Unione Europea:

A partire dal 1 marzo 2021 sono in vigore nuove regole per l’ingresso a Cipro, diverse a seconda del Paese di provenienza. I Paesi sono suddivisi in diverse categorie (Verde, Arancione, Rossa, Grigia) in base alla situazione epidemiologica rilevata dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC). La situazione viene aggiornata settimanalmente.

Le liste dei Paesi sono consultabili sul sito: https://cyprusflightpass.gov.cy/en/country-categories  

Attualmente l’Italia è inclusa nella Categoria Rossa

Categoria verde

Per i passeggeri provenienti da tali paesi è prevista l’effettuazione di un test RT-PCR (tampone rinofaringeo) all’arrivo a Cipro.

Categoria arancione

Per i passeggeri provenienti da tali paesi è necessario presentare un certificato COVID-19 negativo (test RT-PCR/tampone rinofaringeo) effettuato non più di 72 ore prima della partenza presso un laboratorio certificato.

Categoria rossa

I passeggeri provenienti da tali paesi devono presentare un certificato COVID-19 negativo di test molecolare (PCR) effettuato non più di 72 ore prima della partenza e ripetere il test all’arrivo a Cipro, rimanendo in auto isolamento fino all’esito dell’esame. Non vi sono obblighi di quarantena.

Categoria grigia – Paesi non europei

I passeggeri provenienti da tali paesi possono fare ingresso a Cipro solo se autorizzati con un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro. Sono esenti da tale procedura i cittadini ciprioti, i cittadini legalmente residenti nella Repubblica di Cipro ed i cittadini europei. In tutti i casi, oltre alla presentazione di un certificato COVID-19 negativo (test RT-PCR/tampone rinofaringeo) è obbligatorio osservare un periodo di auto-isolamento. 

Tutti i viaggiatori in ingresso a Cipro devono sottoscrivere una dichiarazione giurata attestante il paese di provenienza e altre informazioni personali (“Cyprus Flight Pass”) da compilare online non prima di 24 ore prima del viaggio registrandosi sul portale https://cyprusflightpass.gov.cy/ Una volta ricevuta l’autorizzazione per email, il “Cyprus Flight Pass” dovrà essere stampato ed esibito in aeroporto al momento della partenza per Cipro.

Per quanto riguarda l’ingresso nella parte nord dell’isola, cosiddetta TRNC, i passeggeri in arrivo direttamente dall’estero devono presentare un certificato Covid-19 negativo effettuato non più di 72 prima e rimanere in quarantena per 10 giorni.

L’ingresso nella parte nord dell’isola attraverso i varchi della Green Line resta soggetto a limitazioni. I transiti sono attualmente consentiti solo ai ciprioti di entrambe le comunità e ai residenti permanenti a Cipro. Ai turisti stranieri non è consentito l’attraversamento. Si raccomanda pertanto di evitare il transito verso la parte nord dell’isola.

Per quanto riguarda i collegamenti aerei con Cipro, a seguito della temporanea sospensione dei voli diretti con l’Italia, gli spostamenti da e per Cipro comportano al momento scali in paesi di transito (principalmente Grecia, Germania ed Austria) che possono richiedere per i viaggiatori il rispetto di specifici adempimenti anti-Covid. Si raccomanda di verificare la situazione con la propria compagnia di viaggio prima della partenza.

Macedonia/ Repubblica di Macedonia del Nord

Il Governo della Repubblica di Macedonia del Nord ha riaperto le proprie frontiere a partire dal 26 giugno 2020, per cui tutti coloro che fanno ingresso nel Paese (sia cittadini macedoni sia cittadini stranieri) non sono più soggetti ai passati requisiti e restrizioni (come l’obbligo del test PCR COVID-19 e l’autoisolamento obbligatorio). Le frontiere sono aperte senza più restrizioni anche per i viaggiatori in solo transito attraverso il territorio macedone.

Gli aeroporti internazionali di Skopje e Ohrid sono regolarmente aperti, anche se le compagnie aeree hanno sospeso i voli diretti con gli scali italiani (attualmente è possibile arrivare a Skopje dai principali aeroporti italiani solo facendo scalo in altri hub europei).

Si segnala che è attualmente in vigore in tutto il territorio della Macedonia del Nord il coprifuoco nelle ore notturne, dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo e che tale misura è prevista durare almeno fino all’11 aprile 2021.

Si segnala infine a chi intende recarsi in Macedonia del Nord che, in caso di febbre alta o tosse o altri sintomi riconducibili al Covid-19 verificatesi successivamente all’ingresso nel Paese, è necessario contattare il numero di pronto intervento: 0800 002 03. Ulteriori contatti delle autorità sanitarie in loco disponibili al seguente link: https://koronavirus.gov.mk/en/seek-help-or-report-irregularities/seek-medical-help

Germania

In ragione dell’aumento dei contagi da Covid 19 nel Paese, la Germania ha stabilito, a partire dal 2 novembre 2020, l’adozione di ulteriori misure restrittive a livello nazionale, per le quali si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda. Sempre a partire dal 2 novembre 2020, sono inoltre vietati i pernottamenti per turismo in Germania. Le autorità locali raccomandano anche di rinunciare agli spostamenti non necessari (incluse eventuali visite ai parenti).

Dal 30 marzo 2021 chiunque entri in Germania in aereo, indipendentemente dal Paese di provenienza, deve disporre dell’esito negativo di un tampone PRIMA dell’imbarco (altrimenti viene negato l’imbarco). Il tampone può essere antigenico (rapido) o molecolare, deve essere effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Germania e l’esito deve essere scritto in inglese, tedesco o francese. Le uniche eccezioni previste a quest’obbligo sono per l’equipaggio degli aerei e per i bambini di età inferiore a 6 anni.

Esistono inoltre altri obblighi per chi abbia soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio”. La Germania identifica 3 tipi di aree a rischio: aree a rischio “normali”, di cui fa parte l’Italia insieme a numerosi altri Paesi Europei, aree ad alta incidenza (“Hochinzidenz-Gebiete”) ed aree a rischio varianti (“Virusvarianten-Gebiete”, tra cui ad esempio il Dipartimento della Mosella in Francia, il Sud Africa ed il Brasile; Tirolo, Repubblica Ceca e Slovacchia non fanno più parte di tale gruppo dal 28 marzo 2021).

La lista dei tre tipi di aree “a rischio” può essere consultata qui (il sito è in lingua tedesca, ma con possibilità di scaricare le liste attuali in lingua inglese).

ATTENZIONE: l’ingresso in Germania è attualmente VIETATO per chi sia stato in un’area a rischio varianti (tranne in poche eccezioni), anche per il mero transito.

Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in aree a rischio “normali” (salvo casi di esenzione previsti dalla normativa) devono segnalare il proprio ingresso registrandosi online sul portale https://www.einreiseanmeldung.de, effettuare un tampone nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Germania (con esito scritto in inglese, tedesco o francese) e rispettare 10 giorni di quarantena. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso dirisultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l’ingresso nel Paese. Il primo tampone può essere effettuato anche all’arrivo (in tempo utile per disporre dell’esito entro 48 ore dall’ingresso), ma solo se non si arriva in aereo (come già detto, se si arriva in aereo è obbligatorio disporre dell’esito del tampone prima dell’imbarco).

L’obbligo di tampone all’ingresso non vale per i bambini di età inferiore ai 6 anni.

Attenzione: regole più restrittive sono previste per chi nei 10 giorni precedenti l’ingresso sia stato in un’area a rischio varianti (e faccia parte di una delle categorie esentate dal divieto di ingresso) o ad alta incidenza.

Per tutte le informazioni sulle modalità di ingresso in Germania e sui casi di esenzione dal divieto di ingresso (per chi viene da una Virusvariantengebiet) o dagli obblighi sanitari si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Berlino.

Si attira l’attenzione di tutti i passeggeri interessati ad usufruire di voli Covid-tested dalla Germania verso l’Italia che, a partire dal 23 marzo 2021, viene introdotta la compilazione obbligatoria dei moduli di localizzazione dei passeggeri (Passenger Locator Form – PLF) digitali. Per ulteriori informazioni sulle procedure si raccomanda di consultare l’Approfondimento di questo sito e di seguire con attenzione le indicazioni alla seguente pagina del Sito Internet del Ministero della Salute italiano:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto&tab=10

Non Mettersi in Viaggio se si è Malati!
Non Mettersi in Viaggio se si è Malati!

Islanda

Dal 15 giugno 2020 sono consentiti gli spostamenti da e per i paesi UE/SEE e Andorra, Monaco, San Marino e lo Stato del Vaticano.https://www.covid.is/sub-categories/visiting-iceland
A partire dal 19 febbraio e fino al 30 aprile 2021, salvo le eccezioni indicate nel paragrafo successivo, tutti i viaggiatori in arrivo dai paesi UE/EFTA e Andorra, Monaco, San Marino e lo Stato del Vaticano devono presentare una certificazione (in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese) di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso, ad un test molecolare PCR con risultato negativo.
Inoltre i viaggiatori, turisti e residenti,  in arrivo da aree a rischio, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, devono sottoporsi ad una procedura di doppio screening, che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell’intervallo tra i due tamponi. Il primo tampone viene effettuato nel momento dell’ingresso in Islanda. Coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi ed osservare la quarantena di 14 giorni. Anche i minori nati nel corso e dopo il 2005 possono essere sottoposti alle misure di prevenzione (tampone all’arrivo e quarantena).
Dal 1 aprile 2021, tutti i viaggiatori che arrivano da paesi ad alto rischio (oltre 500/100k) dovranno soggiornare in un covid hotel.
Sono esenti dalle misure di controllo previste per l’ingresso nel paese (certificazione di tampone prima dell’ingresso, procedura di doppio screening e quarantena) tutti i viaggiatori, anche provenienti da paesi fuori dell’area Schengen, che
a)abbiano completato la vaccinazione anti covid-19, effettuata con uno dei vaccini approvati dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), e siano in possesso di un valido certificato di vaccinazione (https://www.landlaeknir.is/um-embaettid/greinar/grein/item44162/Certificate-of-vaccination-against-COVID-19-accepted-at-the-border). Sono accettati anche i certificati emessi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (the International Certificate of Vaccination or the Carte Jaune/Yellow Card). Il certificato di vaccinazione deve essere in lingua islandese, danese, norvegese, svedese, inglese o francese o tradotto in una di queste lingue
b) siano in possesso di certificazione medicache attesti la presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 (test PCR o test sierologico) dopo aver contratto il covid-19 (https://www.landlaeknir.is/um-embaettid/greinar/grein/item43709/Certificates-regarding-previous-COVID-19-infection-that-are-accepted-at-the-border-in-Iceland-from-10-December-2020). Il certificato deve essere in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese.
Prima della partenza per l’Islanda, è necessario compilare ed inviare, nelle 72 ore antecedenti all’arrivo, un’autocertificazione disponibile a questo link: https://visit.covid.is/.
Viene inoltre raccomandato di scaricare l’app. di tracciamento Rakning C-19.

Si raccomanda vivamente a tutti i viaggiatori di consultare e leggere attentamente, prima della partenza per l’Islanda, le informazioni fornite nei siti dell’Ambasciata d’Italia (https://amboslo.esteri.it/ambasciata_oslo/it/) e del Governo islandese (https://www.covid.is/english).

Francia

In Francia su tutto il territorio nazionale non è più in vigore il lockdown, ma un coprifuoco che, dal giorno 20 marzo 2021 compreso, ha questo orario: dalle 19.00 alle 6.00 (vedere sezione sanitaria della scheda). Inoltre, a partire dalle 00.01 del 20 marzo 2021 e per almeno 4 settimane, nei dipartimenti di  Aisne, Alpes-Maritimes, Essonne, Eure, Hauts-de-Seine, Nord, Oise, Paris, Pas-de-Calais, Seine-et-Marne, Seine-Saint-Denis, Seine-Maritime, Somme, Val-de-Marne, Val-d’Oise, Yvelines sono in vigore ulteriori misure restrittive. Si tratta di divieto di spostamenti oltre il raggio di 10 km da casa e fra le regioni, salvi documentati motivi d’urgenza e di lavoro; i negozi e gli esercizi non di prima necessità sono chiusi; è possibile lo spostamento nel raggio di 10 km da casa e senza limitazioni di tempo, ma vi è l’obbligo di portare con sé un’autocertificazione.

 

Sono state disposte inoltre forti limitazioni agli ingressi dall’estero.

 

Arrivi dai Paesi UE (compresa l’Italia) con qualsiasi mezzo (aereo, treno, auto, nave, bus, ecc): a partire da domenica 31 gennaio 2021, le autorità francesi sconsigliano fortemente gli ingressi da Paesi UE. In ogni caso richiedono l’esibizione di un TEST MOLECOLARE (PCR) DA EFFETTUARE NELLE 72 ORE PRECEDENTI LA PARTENZA PER LA FRANCIA. Il test antigenico non è accettato. L’obbligo riguarda i viaggiatori, maggiori di 11 anni. Sono esentanti dal presentare il tampone: i lavoratori frontalieri, i trasportatori e i residenti nei territori confinanti entro 30 km dal proprio domicilio. I test PCR non sono richiesti in caso di transito aeroportuale a condizione che non si lasci l’aeroporto e che il transito non sia superiore a 24 ore. Si informa che il controllo è ormai a tappeto, anche per chi entra in automobile, e che, se non si dispone di test PCR valido, si viene respinti.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Parigi.

 

Arrivi da Paesi Extra UE: tali ingressi sono ormai vietati, fatti salvi motivi imperativi ed ingressi da Australia, Israele, Giappone, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Regno Unito . E’ in ogni caso sempre obbligatorio consegnare all’imbarco il risultato negativo di un test PCR, da effettuare nelle 72 ore precedenti la partenza per la Francia. All’arrivo, è inoltre richiesto di trascorrere un periodo di isolamento domiciliare di 7 giorni e di effettuare un nuovo test al termine dei 7 giorni. In casi eccezionali, qualora non sia possibile effettuare il test nel luogo di partenza, è previsto il rilascio di un lasciapassare consolare, a cura delle rappresentanze francesi in loco, per motivi gravi ed urgenti: giunto in territorio francese il viaggiatore dovrà sottoporsi ad un test e quindi trascorrere un periodo di quarantena obbligatoria di 7 giorni in una struttura indicata dallo Stato.

Per maggiori dettagli consultare siti web del Governo francese https://www.gouvernement.fr/info-coronavirus e dell’Ambasciata d’Italia a Parigi.

In caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, si raccomanda di contattare il centro SAMU (Tel. 15 numero gratuito) e di non recarsi direttamente dal medico o al pronto soccorso.

Le principali compagnie aeree offrono collegamenti aerei Italia/Francia. E’ sempre comunque consigliato arrivare con discreto anticipo in aeroporto. SNCF e Trenitalia hanno ripristinato alcuni collegamenti quotidiani Parigi-Torino-Milano con TGV.

Queste indicazioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso, si raccomanda pertanto di contattare direttamente le compagnie aeree o le società di trasporti ferroviari per informazioni aggiornate sulle possibilità di raggiungere l’Italia.

Sono possibili cancellazioni di voli da/per l’Italia. Si raccomanda di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo.

Gran Bretagna

Ai viaggiatori in ingresso nel Regno Unito vengono richiesti i quattro seguenti adempimenti:

1)  presentare il risultato negativo di un test COVID-19 effettuato nei tre giorni precedenti il giorno della partenza e che soddisfi i parametri indicati dal Governo britannico.

L’obbligo di mostrare un test con risultato negativo si applica agli arrivi da tutto il mondo e include anche i viaggiatori in transito e quanti si rechino dal Regno Unito all’estero per viaggi di durata inferiore a 3 giorni (in quel caso, il test potrà essere effettuato prima della partenza dal Regno Unito e mostrato al rientro).

È richiesto che il risultato del test COVID-19 sia in lingua inglese, francese o spagnola e indichi, oltre all’esito negativo dell’esame, il nome del viaggiatore come indicato sul passaporto/carta d’identità, la data di nascita, la denominazione dell’esame effettuato e i recapiti del centro medico che lo ha effettuato.

2) compilare un FORMULARIO ONLINE (“travel locator form”) nei due giorni precedenti la partenza. Nel formulario viene richiesto un indirizzo specifico e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati.

3) osservare un isolamento cautelare di 10 giorni. Il luogo dove sara effettuata la quarantena (indirizzo privato o COVID hotel) varia a seconda del Paese di provenienza. Maggiori informazioni qui.

È possibile ridurre la quarantena a 5 giorni utilizzando l’opzione test-to-release (se non si giunge/si è transitato in uno dei paesi oggetto di “travel ban”) effettuando un test a pagamento il 5° giorno di auto isolamento. Tale test va prenotato separatamente, riportando l’avvenuta opzione nel Passenger Locator Form. Si può optare per il test-to-release anche una volta arrivati in UK, compilando un nuovo PLF. Rimane un’opzione volontaria, per ridurre i tempi dell’auto isolamento ma non sostituisce i test obbligatori pre-partenza ed in occasione del 2° ed 8° giorno.  Informazioni sulle strutture sanitarie abilitate sono disponibili qui.

4) effettuare due test COVID-19 in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di autoisolamento nel Paese.  I due COVID test devono essere prenotati e pagati prima dell’ingresso nel Paese (£210) tramite il portale dedicato https://quarantinehotelbookings.ctmportal.co.uk. Successivamente al pagamento verrà inviata per posta un covid-test-kit, all’indirizzo indicato nel Regno Unito.  Il numero di prenotazione va riportato nel Passenger Locator Form. Senza prenotazione, relativa compilazione PLF ed esito negativo del test pre-partenza non si viene imbarcati (primi controlli a carico del vettore) e sono previste consistenti sanzioni. 

Durante l’isolamento, è obbligatorio osservare le istruzioni sull’auto-isolamento del governo britannico e sarà consentito uscire dal luogo di auto-isolamento (hotel o indirizzo privato) solo in caso di cure mediche urgenti, necessità di supporto dei servizi sociali, necessità di generi alimentari e/o medicinali che non possono essere procurati con consegne a domicilio o da familiari o amici, funerale di un parente stretto, emergenza (es. incendio nel luogo di auto-isolamento).

L’isolamento dovrà essere osservato anche da chi soggiorna nel Regno Unito per un periodo inferiore ai 10 giorni (per esempio, viaggiatori in transito con necessità di pernottare nel Regno Unito) sono tenuti ad osservare l’isolamento durante la permanenza sul territorio britannico. Si potrà comunque interrompere la quarantena per recarsi al confine e lasciare il Regno Unito.

Gli arrivi internazionali in Scozia, a prescindere dal paese di provenienza, sono soggetti a quarantena nei c.d. COVID-hotel per dieci giorni a proprie spese.

Limitate categorie di viaggiatori sono esentate dall’obbligo di isolamento a prescindere dal Paese di origine dello spostamento. Tra questi, i viaggiatori in transito all’interno dell’area sterile (airside) dell’aeroporto, gli autotrasportatori, i ricercatori ed il personale sanitario, i direttori d’azienda, i giornalisti e gli artisti in tour, con modalità e requisiti specifici per ciascuna categoria (consulta qui le istruzioni complete; al medesimo link sono indicate le categorie esenti dalla raccolta dei dati). Dal 18/01/2021, non sono più previste eccezioni generalizzate per specifiche regioni o Paesi.

 

Per viaggi con destinazione finale nel Regno Unito ma al di fuori dell’Inghilterra, si prega di fare riferimento alle indicazioni diramate dalle regioni autonome del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia o dalle autorità delle Isole del Canale (Guernsey e Jersey) e dell’Isola di Man, che possono variare anche significativamente dalle norme del resto del Paese. Ciascuna regione limita gli ingressi dal resto del Regno Unito per finalità specifiche, elencate sui rispettivi siti web.

Si rimanda per maggiori informazioni al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Londra.

Le modalità di ingresso in Italia dal Regno Unito sono disciplinate dall’Ordinanza 9 gennaio 2021 (prorogata dal DPCM 2 marzo 2021 fino al 6 aprile 2021). Si può entrare/rientrare in Italia solo se si è residenti in Italia da prima del 23 dicembre 2020 o si è in condizione di assoluta necessità. Vige l’obbligo di doppio tampone negativo (prima della partenza e all’arrivo) e di isolamento fiduciario. Data la complessità della normativa, si rimanda all’Approfondimento di questo sito per i dettagli.

Montenegro

Tenuto conto dell’attuale situazione epidemiologica, su tutto il territorio nazionale è stato dichiarato lo stato di epidemia.

A partire dal 1 luglio 2020, il Montenegro ha disposto la riapertura delle frontiere con tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Dal 13 marzo 2021 l’ingresso in Montenegro per i cittadini montenegrini, per gli stranieri con residenza permanente o temporanea in Montenegro e per altri cittadini stranieri è consentito SENZA PARTICOLARI CONDIZIONI se in provenienza dai seguenti Paesi: Serbia, Kosovo, Croazia, Bosnia ed Erzegovina ed Albania.

IN PROVENIENZA DA TUTTI GLI ALTRI PAESI è permesso l’ingresso in Montenegro SOLO:

– con un risultato negativo di un test PCR (SARS-CoV-2) NON PIÙ VECCHIO DI 48 ORE, oppure

– con un risultato positivo di un test IgG non più vecchio di 30 giorni, oppure

– con un certificato attestante la somministrazione della seconda dose di vaccino anticovid come minimo 7 giorni prima dell’ingresso.

L’obbligo di presentazione di test non riguarda i minori fino a 5 anni di età.

Nel caso in cui non vengano rispettate le condizioni di cui sopra, all’ingresso in Montenegro verrà disposto un PERIODO DI QUARANTENA (AUTOISOLAMENTO) DI 14 GIORNI.

Sono previste eccezioni all’obbligo di presentazione del test per le seguenti categorie: Operatori sanitari, ricercatori e scienziati; Persone che effettuano trasporto di passeggeri e merci; Diplomatici accreditati in Montenegro, personale presso organizzazioni internazionali, personale militare e operatori presso organizzazioni umanitarie, nell’esercizio delle loro funzioni; Persone che necessitano di protezione internazionale o che vengono in Montenegro per altri motivi umanitari (il principio di non respingimento sarà rispettato); marittimi stranieri in transito che si imbarcano o sbarcano nei porti di Bar, Budva, Kotor, Porto di Kumbor-Portonovi e Tivat (Gat I e Gat II), nonché gli stranieri che gestiscono veicoli a motore per il trasporto di merci, con speciali misure di controllo sanitario.

COLLEGAMENTI: Per quanto riguarda i collegamenti marittimi, è sospeso il traghetto Bar-Bari. Risultano sospesi anche i collegamenti aerei.

Per maggiori dettagli in merito alle nuove misure adottate a livello locale si invita a fare riferimento al sito https://ambpodgorica.esteri.it/ambasciata_podgorica/it o al sito ufficiale del Governo del Montenegro https://www.gov.me/naslovna (sezione Covid19 – Mjere i preporuke)

Austria

A partire dal 19 dicembre 2020, e fino al 31 maggio 2021, l’ingresso in Austria è sottoposto   alle seguenti regole.


1) Per i cittadini UE-SEE, svizzeri e loro familiari e per i residenti o stabilmente domiciliati in Paesi UE-SEE, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, San Marino e Vaticano:
L’ingresso è libero (senza necessità di quarantena o di produrre un test Covid negativo) in provenienza dai seguenti Paesi: Australia,  Islanda, Nuova Zelanda, Singapore, Sud Corea e Vaticano. Ciò a condizione che non si sia stati in nessun Paese diverso da quelli sopra elencati nei dieci giorni precedenti l’ingresso in territorio austriaco. In provenienza da tutti gli altri Paesi, inclusi i restanti Paesi UE-SEE e l’Italia, a seguito dell’ingresso in Austria è necessario sottoporsi ad autoisolamento fiduciario di dieci giorni. La quarantena può essere svolta presso l’abitazione di parenti (a condizione che venga rispettato l’isolamento dalle altre persone).  La quarantena può essere interrotta:
– allo scopo di lasciare l’Austria, garantendo condizioni di sicurezza che evitino il propagarsi del contagio;
– a seguito di esito negativo di un test Covid molecolare o antigenico. Il test può essere effettuato a tale scopo non prima del quinto giorno successivo all’ingresso in   Austria.
Nei casi in cui è prevista la quarantena, a decorrere dal 10 febbraio 2021 è fatto anche obbligo, in aggiunta, di esibire un test Covid con esito negativo al momento dell’ingresso in Austria (o comunque non oltre le 24 ore successive all’ingresso). Se già in possesso di test al momento dell’ingresso, esso deve essere stato effettuato non prima delle 72 ore precedenti l’ingresso in Austria se si tratta di un test molecolare, non prima delle 48 ore precedenti l’ingresso in Austria se si tratta di un test antigenico.
Anche per i  pendolari è previsto l’obbligo, dalla stessa data, di presentare un test Covid con esito negativo all’ingresso in Austria (o di farlo al più tardi entro le 24 ore successive), ma non l’obbligo di quarantena (neanche durante le ore che intercorrono eventualmente fra l’ingresso in Austria e l’esito del test). I lavoratori transfrontalieri dovranno essere in possesso di un test Covid (molecolare o antigenico) con esito negativo non più vecchio di una settimana (dovranno ripetere il test almeno una volta a settimana).
A partire dal 25 marzo 2021 nuove norme, introdotte dalla Autorità locali, abbreviano da una settimana a 72 ore la validità dei test, sia molecolari che antigenici, necessari ai pendolari provenienti dalla Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria ai fini dell’ingresso in Austria. Dal 1° aprile 2021, ciò vale anche per i pendolari in provenienza da Italia, Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia.

2) Ai cittadini non UE-SEE, svizzeri e loro familiari, se non residenti o stabilmente domiciliati in Paesi UE-SEE, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, San Marino e Vaticano, in linea generale non è consentito l’ingresso in Austria,  se non dai Paesi UE/SEE, dalla Svizzera, da Andorra, Principato di Monaco e San Marino (naturalmente con obbligo di test e di quarantena) o, senza restrizioni,  da Australia, Islanda, Nuova Zelanda, Singapore, Sud Corea, e Vaticano.
Sono previste eccezioni sia al divieto di ingresso (quali persone con visto D emesso dalle autorità austriache; personale delle missioni diplomatiche e rappresentanze consolari nonché i loro familiari conviventi; dipendenti delle OO.II e i loro familiari conviventi; operatori umanitari; dipendenti di enti austriaci in missione all’estero; persone che devono fare ingresso in Austria per motivi di lavoro, di salute o studio o ricerca; persone che devono entrare in Austria per un obbligo imposto da un tribunale o un’autorità austriaca), sia all’obbligo di quarantena (fra queste eccezioni ricadono operatori umanitari, personale diplomatico accreditato in Austria, persone che fanno ingresso in Austria per comprovati motivi di lavoro, cure mediche o per adempiere ad un obbligo imposto da un tribunale o dalle autorità). Condizione per l’esenzione dalla quarantena, per le categorie sopra elencate, è l’essere in possesso, all’ingresso nel Paese, di un certificato medico che confermi che l’interessato si è sottoposto a test molecolare o antigenico, con esito negativo, non prima delle 72 ore precedenti l’ingresso in Austria in caso di test molecolare, non prima di 48 ore precedenti l’ingresso in Austria in caso di test antigenico. Tale ultima condizione viene a sua volta meno in alcuni particolari casi, quali traffico di veicoli di emergenza, voli di rimpatrio, interesse superiore della Repubblica o per emergenze (anche di carattere familiare) da comprovare, oltre che per il transito senza effettuare soste e assicurando l’immediata ripartenza. (Vedere anche sezione Mobilità di questa scheda).
Le liste di Paesi a rischio o con situazione COVID-19 “stabile” sono oggetto di periodici aggiornamenti da parte delle autorità locali, pertanto si raccomanda vivamente di verificare sempre anche il sito ufficiale del Ministero della Salute austriaco: le FAQ in inglese contenenti indicazioni in materia di ingresso in Austria sono scaricabili cliccando qui o qui. Le stesse informazioni sono disponibili in tedesco cliccando qui.
Non è richiesta, lì dove previsto, la presentazione di un certificato medico per bambini fino ai 10 anni di età in provenienza dall’estero, se accompagnati. Il transito attraverso l’Austria senza effettuare fermate intermedie/ assicurando l’immediata ripartenza è di norma consentito.
Dal 15 gennaio 2021, per tutti coloro che entrano in Austria, è obbligatorio effettuare, prima dell’ingresso nel Paese, una registrazione on-line, attraverso la quale vengono comunicati i propri dati personali e le informazioni sul viaggio e sulla quarantena.  A decorrere dal 10 febbraio 2021, tale obbligo sussiste anche per i pendolari Per essi, la registrazione è valida 28 giorni (dal 1° aprile 2021, precedentemente una settimana) nella misura in cui le indicazioni in essa contenute (ad esempio il luogo di lavoro) non cambino. 
La conferma della registrazione on-line viene generata automaticamente dal sistema e deve essere presentata su richiesta delle autorità in caso di controlli. La registrazione online va effettuata al seguente link: https://www.oesterreich.gv.at/themen/coronavirus_in_oesterreich/pre-travel-clearance.html .
Dall’8 febbraio 2021 sono state adottate nuove misure di contenimento tra le quali un coprifuoco a livello nazionale dalle 20.00 alle 06.00 e varie misure che limitano gli spostamenti a livello locale. Specifiche misure di lockdown, con chiusura di attività commerciali non essenziali e ristoranti e divieti di assembramento, valgono attualmente per le Regioni del Burgenland e della Bassa Austria dal 1° al 6 aprile 2021 e per la capitale Vienna dal 1° al 10 aprile 2021.  In altre zone del Paese vigono limitazioni agli spostamenti in uscita da singoli comuni, distretti o regioni (il Tirolo, in uscita dal quale, fatta eccezione per il Tirolo orientale, è richiesto fino al 14 aprile un test Covid negativo, molecolare o antigenico, effettuato nelle 24 ore precedenti). 
Per ulteriori informazioni, si rimanda alle sezioni “Situazione sanitaria” e “Mobilità” di questa scheda e al sito dell’Ambasciata d’Italia a Vienna.
Si segnala una sensibile riduzione del traffico aereo e ferroviario fra Italia ed Austria, anche a seguito della contrazione della domanda dovuta alla pandemia in atto. Possono essere disposte cancellazioni di tratte aeree e ferroviarie, anche con scarso preavviso. Si raccomanda pertanto di consultare sempre il sito della compagnia aerea di riferimento per l’operatività del volo e il sito delle ferrovie austriache, https://www.oebb.at/ (disponibile anche in italiano https://www.obb-italia.com/it/) per gli spostamenti in treno. 
Si segnala inoltre che, ai fini del contenimento della diffusione delle varianti del Coronavirus, rimane sospeso, fino 31 maggio 2021, il traffico aereo fra Austria, da un lato, e Brasile e Sud Africa, dall’altro. Si raccomanda in ogni caso, per tutte le tratte che coinvolgono l’Austria, di verificare l’effettiva operatività dei voli con la Compagnia aerea prescelta.
Con Ordinanza 13 febbraio 2021, in vigore fino al 6 aprile 2021, il Ministro della salute italiano ha introdotto restrizioni per chi entra in Italia dopo un soggiorno/transito in Austria superiore alle 12 ore (disposizioni diverse si applicano ai lavoratori frontalieri). Per i dettagli, consultare l’Approfondimento di questo sito web.

Romania

L’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi a rischio (“zona gialla” http://www.cnscbt.ro/index.php/liste-zone-afectate-covid-19). Di conseguenza, a decorrere dal 4 gennaio 2021 chi intenda fare ingresso in Romania venendo dal nostro Paese deve sottoporsi ad un periodo di isolamento di 14 giorni, riducibile a 10 se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo.
Sono esenti dall’obbligo di isolamento alcune categorie, elencate nella sezione sanitaria di questa scheda.

Inoltre, a partire dalle 00.00 del 12 febbraio 2021 entra in vigore una nuova normativa sugli ingressi in Romania.
Chiunque entri in Romania da una zona a rischio, con esclusione del Regno Unito cui si applicano ulteriori restrizioni, dovrà presentare un test per il SARSCov-2-RT-PCR (con risultato negativo) effettuato entro le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese.
Sono esentate dall’obbligo alcune categorie di viaggiatori, elencate nella sezione sanitaria di questa scheda.

Le persone che dovessero sviluppare sintomi da contagio devono comunque contattare il numero unico di emergenza 112; il personale medico farà una valutazione clinica e raccoglierà prove biologiche per l’effettuazione del test.
Lo stato di allerta è prolungato per ulteriori 30 giorni a partire dal 14 marzo 2021.

Croazia

Le seguenti misure di contenimento disposte dalle Autorità croate, già in vigore fino al 15 marzo 2021, sono state prorogate fino al 15 aprile 2021:

Le persone provenienti direttamente dai Paesi e/o Regioni dell’Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell’area Schengen e Paesi associati all’area Schengen, che sono elencati nella “lista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie possono liberamente entrare in Croazia. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito. Le persone provenienti direttamente da tutti gli altri Paesi e/o Regioni dell’Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell’area Schengen e Paesi associati all’area Schengen, non compresi nel punto 1, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all’arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Nel caso in cui non sia possibile effettuare il tampone, il periodo previsto per autoisolamento è di 10 giorni.I cittadini dei Paesi dell’Unione europea, Paesi dell’area Schengen e Paesi associati all’area Schengen e i membri delle loro famiglie, nonché i cittadini dei Paesi terzi ivi residenti a lungo termine, se provengono dai Paesi terzi, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all’arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Le persone provenienti direttamente dai Paesi elencati nell’Allegato I della Raccomandazione (UE) 2020/912 del Consigliorelativa alla restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE, possono entrare in Croazia se non manifestano segni di malattia e se non hanno avuto un contatto stretto con una persona ammalata. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito.I cittadini dei Paesi terzi che non sono menzionati nei punti precedenti possono entrare in Croazia soltanto se appartengono alle seguenti categorie elencate nella sezione sanitaria di questa SchedaLe persone provenienti dal Regno Unito e dalla Repubblica del Sudafrica al momento dell’ingresso in Croazia sono soggette alle seguenti restrizioni:Devono presentare l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore;

devono sottoporsi alla misura di autoisolamento per il periodo di 14 giorni.

Tali persone possono ridurre il periodo di autoisolamento se, non prima del settimo giorno di isolamento e a proprie spese, si sottopongono al tampone per SARS CoV-2 effettuato tramite il metodo PCR in un istituto autorizzato e ricevono l’esito negativo.

Le persone che entrano nella Repubblica di Croazia per motivi umanitari legati agli aiuti alle aree colpite dal sisma (Contee di Sisak e Moslavina, Zagabria e Karlovac) possono entrare in Croazia, previo consenso dell’Unità di Crisi della Protezione civile della Repubblica di Croazia, senza obbligo di presentare l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 e senza obbligo di autoisolamento.Viene raccomandato a tutte le persone che possono entrare in Croazia di registrarsi prima del loro ingresso  attraverso l’applicazione Enter Croatia.” 

 Per ulteriori informazioni, comprese le eccezioni per le categorie sopra indicate si rimanda al sito dell’ Ambasciata d’Italia a Zagabria ed alla sezione Situazione sanitaria di questa scheda.

Martinica

Le misure nei Dipartimenti d’oltremare francesi, al fine di evitare la propagazione delle nuove varianti del virus, sono state rafforzate.
Per quanto concerne la Martinica si informa che a partire dal 02 febbraio 2021 sono consentiti solo gli spostamenti per motivi imperativi di ordine personale/familiare, di salute urgente o professionale inderogabile.
La lista dei motivi ritenuti imperativi è consultabile a questo link .
Per ingresso via aerea, è richiesto a tutti i viaggiatori maggiori di anni 11:

-test PCR negativo realizzato nelle 72 ore antecedenti il volo ;
– dichiarazione di non aver sintomi e di non essere stati a contatto con casi positivi nei 14 gg antecedenti il volo;
– autoisolamento obbligatorio di 7 gg all’esito del quale verrà effettuato nuovo test.
Le persone attualmente in vacanza nell’arcipelago potranno ritornare al loro domicilio costituendo questo un motivo imperativo di ordine personale.
Motivi imperativi e test sono richiesti anche per gli spostamenti di persone in provenienza o in direzione di Saint Martin, Saint-Barthélemy, et Guyane.
Gli spostamenti tra Martinica e Guadeloupe sono invece consentiti senza test e senza necessità di motivi imperativi data la medesima situazione sanitaria
Per gli spostamenti via marittima consultare questa pagina 

Grecia

Il lockdown, introdotto su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre 2020, è stato prorogato fino a data da destinarsi.

In tutto il Paese è obbligatorio l’uso della mascherina in tutti gli spazi all’aperto e al chiuso. Per poter circolare è necessario inviare un SMS al numero gratuito 13033 (funzionante solo per i numeri greci) o avere con sé un’autodichiarazione giustificativa (maggiori dettagli sul sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene).

A seconda dell’indice di contagio nelle singole Regioni, vengono applicate misure di prevenzione variabili: è disponibile, a cura delle Autorità elleniche, una mappa interattiva (in greco) che distingue il livello di rischio delle varie zone ed elenca le relative misure. Tutti i viaggiatori provenienti dall’estero (quale che sia il Paese di provenienza o la cittadinanza) sono tenuti a presentare un test molecolare negativo per il Covid-19 (in inglese) effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Grecia. Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia – di un modulo online su questo sito (non accessibile con Internet Explorer), il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull’indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.

Per tutti coloro che faranno ingresso nel Paese, è previsto, fino a data da destinarsi,  l’obbligo di rispettare un periodo di autoisolamento fiduciario di sette giorni (o, in caso di permanenza per periodi inferiori, per tutto il periodo di permanenza); in aggiunta, è previsto a campione un test rapido effettuato all’arrivo in aeroporto.

Si precisa che la pagina travel.gov.gr è gestita dalle Autorità greche e non dall’Ambasciata d’Italia ad Atene. Per quesiti legati al funzionamento del sito e/o dubbi sull’ingresso nel Paese connessi alla compilazione del PLF è possibile contattare il numero di assistenza indicato dalle Autorità greche: 00302155605151.

Per l’intera durata del lockdown viene limitata la possibilità di effettuare spostamenti all’interno del Paese. È possibile spostarsi tra diverse unità regionali solo in caso di emergenza (rientro presso il luogo di residenza principale, ricongiungimento familiare, motivi professionali e motivi di salute), da comprovare con documenti giustificativi ufficiali.

Si ricorda che in caso di positività accertata dalle Autorità greche è previsto un periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorniÈ previsto un periodo di quarantena obbligatoria anche per i “contatti prossimi” di soggetti positivi. E’necessario seguire scrupolosamente le indicazioni delle Autorità locali, che forniranno indicazioni sulla procedura da seguire.

In caso di comparsa di sintomi riconducibili al Covid-19, è necessario fare immediatamente riferimento a un medico o all’Ente Nazionale Ellenico della Salute (EODY)

Per quesiti sull’evoluzione della situazione coronavirus in Grecia, sul settore turistico o comunque riguardanti la possibilità di recarsi in Grecia è possibile l’approfondimento Coronavirus COVID-19. Focus Grecia pubblicato sul sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene.

Bosnia Erzegovina

Le autorità della Bosnia ed Erzegovina hanno dichiarato lo stato di disastro in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19 e hanno disposto una serie di misure preventive e di contenimento. La situazione epidemiologica interna rimane caratterizzata da un significativo numero di contagi giornalieri, pertanto potrebbero essere adottate nuove misure di contenimento, con breve preavviso, in funzione della situazione epidemiologica.

Gli aeroporti hanno riaperto al traffico passeggeri, anche se alcune compagnie aeree non hanno riattivato, o hanno nuovamente sospeso a seguito del nuovo aumento di contagi, le rotte da e per la Bosnia Erzegovina.

Le norme attualmente in vigore condizionano l’ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina alla presentazione alle Autorità di frontiera dei risultati di un test PCR per il virus COVID-19, non più vecchio di 48 ore, che attesti la negatività dell’individuo,

Sono esentati dall’obbligo di presentazione del certificato i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi NATO, i trasportatori merci e gli equipaggi. Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza. L’attraversamento della striscia di Neum è in ogni caso consentito a patto di non sostare nel territorio della Bosnia Erzegovina e di raggiungere la frontiera nel più breve tempo possibile.

Tutti i cittadini stranieri, inclusi gli autisti per trasporto merci, possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento).

Si raccomanda a tutti i connazionali che entrano nel Paese di adeguarsi e rispettare le norme di sicurezza. In tutte le aree e gli spazi pubblici è necessario indossare una mascherina protettiva.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito dell’ Ambasciata d’Italia a Sarajevo.

Irlanda

Al fine di contenere la diffusione del COVID-19,  i collegamenti aerei provenienti dalla Gran Bretagna sono attualmente sospesi. Lo stesso dicasi per i collegamenti marittimi, che rimangono operativi soltanto per il trasporto delle merci.

Per i viaggiatori diretti in Irlanda attraverso la Gran Bretagna, le Autorità irlandesi hanno predisposto un servizio informativo dedicato, la GB Emergency Travel Helpline (+353 1 6131700).

A partire da sabato 16 gennaio 2021, tutti i passeggeri in arrivo in Irlanda devono avere con sé un risultato negativo/”non rilevato” di un test PCR COVID-19 effettuato non più di 72 ore prima dell’arrivo nel Paese.

Ai passeggeri potrebbe essere chiesto di presentare la prova del risultato negativo/”non rilevato prima di imbarcarsi sull’aereo o sul traghetto e agli stessi sarà richiesto di mostrare questa documentazione ai funzionari dell’immigrazione all’arrivo presso i punti di ingresso nello Stato. I passeggeri che arrivano in un aeroporto o in un porto marittimo irlandese senza prova di un risultato negativo/”non rilevato” di un test PCR COVID-19 commetteranno un reato e potranno essere perseguiti penalmente. Tale reato è punibile con una multa non superiore a € 2.500 o con la reclusione per un periodo non superiore a 6 mesi o con entrambe.

La condizione di avere un risultato negativo/”non rilevato” da un test PCR COVID-19 prima della partenza si aggiunge alle misure precedenti che prevedono che i passeggeri in arrivo dai paesi classificati come rossi e grigi (come definito dal sistema semaforico dell’UE) debbano continuare a limitare i loro movimenti per 14 giorni. L’obbligo di quarantena, tuttavia, può essere revocato al ricevimento del risultato negativo “non rilevato” di un secondo test PCR effettuato non meno di 5 giorni dopo l’arrivo.

I passeggeri in arrivo dai Paesi classificati come verdi ed arancioni (come definiti dal sistema semaforico dell’UE) non sono tenuti a limitare i loro movimenti all’arrivo, ma dovranno attenersi alle linee guida della sanità pubblica locale e, come a tutti gli altri, sarà loro richiesto di avere con sé un risultato negativo “non rilevato” di un test PCR COVID-19 effettuato prima della partenza, Verranno effettuati controlli ai punti di ingresso in Irlanda.

Le esenzioni all’obbligo di avere un risultato negativo/”non rilevato” di un test PCR COVID-19 prima della partenza sono limitate ai lavoratori del trasporto internazionale, inclusi gli autotrasportatori, i piloti e l’equipaggio aereo, ai comandanti e all’equipaggio marittimo e ai membri dell’An Garda Síochána (Polizia irlandese) nell’esercizio delle loro funzioni. Anche i bambini di età inferiore ai sei anni saranno esentati. I passeggeri che arrivano in Irlanda esclusivamente allo scopo di proseguire verso un altro Stato e che non escono dall’aeroporto non sono inoltre tenuti a fornire la prova del test.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, si prega di visitare la seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/b4020-travelling-to-ireland-during-the-covid-19-pandemic/

 

Il governo ha disposto il passaggio del Paese al livello 5 del Piano COVID-19 a decorrere dal 24 dicembre. Dal 27 dicembre, i movimenti da una contea all’altra sono consentiti solo per motivi essenziali. Per il dettaglio delle restrizioni vigenti, si prega di consultare la seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/2dc71-level-5/

 

Poiché queste misure sono suscettibili di cambiamenti anche con brevissimo preavviso, si raccomanda di consultare direttamente l’approfondimento del Governo irlandese sulla situazione Coronavirus e sulle misure adottate nei confronti dei viaggiatori, al link: https://www.gov.ie/en/campaigns/c36c85-covid-19-coronavirus/.

I collegamenti aerei diretti con l’Italia (Ryanair e Aer Lingus) sono stati parzialmente ripristinati. Si raccomanda in ogni caso di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento e, nel caso di rientro in Italia dall’estero, di prendere visione della normativa vigente, tramite il sito www.governo.it o www.esteri.it

Estonia

L’Estonia adotta una propria classificazione nazionale delle aree a rischio Covid.

L’ingresso in Estonia è sottoposto alle seguenti regole:

– Viaggiatori UE e Paesi associati Schengen:

I cittadini e i residenti degli Stati UE e dei paesi associati Schengen, nonché i loro familiari, possono entrare in Estonia senza restrizioni, a condizione che non mostrino sintomi Covid e che il tasso di incidenza del contagio nel Paese di partenza e/o transito non superi i 150 casi su 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni. Se il tasso di infezione è più elevato, si applica l’obbligo dell’isolamento di 10 giorni o, in alternativa, una procedura di doppio test.

Un elenco dei paesi a rischio è pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri estone ogni venerdì ed entra in vigore il lunedì della settimana successiva.

Per saperne di più: https://vm.ee/en/information-countries-and-self-isolation-requirements-passengers#EU%20+%20Schengen

Procedura del doppio test: i viaggiatori che, provenendo da un’area a rischio, non vogliano rimanere in autoisolamento per dieci giorni dopo l’arrivo in Estonia,  devono eseguire un primo test molecolare PCR (cosiddetto “tampone”), nelle 72 ore prima dell’arrivo nel Paese, con esito negativo (il certificato deve essere scritto almeno in inglese). Durante il soggiorno in Estonia è possibile effettuare un secondo test, non prima del sesto giorno successivo al primo test effettuato all’estero. Il viaggiatore è libero dall’obbligo di isolamento di 10 giorni se i risultati di entrambi i test sono negativi.

A coloro che non hanno avuto modo di effettuare il test nelle 72 ore che precedono l’arrivo nel Paese, viene concessa la possibilità di fare il primo test in Estonia, immediatamente all’arrivo.

A tal fine sono stati attivati dei “punti di esecuzione primo test” presso l’area arrivi dell’Aeroporto di Tallinn e, per coloro che arrivano in nave, presso le aree pedonali dei terminal A e D del porto di Tallinn.

L’accesso alle postazioni test avviene secondo l’ordine di arrivo. Le postazioni sono aperte fino all’arrivo dell’ultimo aereo/ultima nave del giorno.

Per coloro che arrivano in Estonia via terra e, in alternativa, per tutti coloro che decidessero di non sottoporsi al test presso i suddetti due scali, è possibile nella capitale Tallinn e nelle principali città del Paese. Per informazioni sui test https://koroonatestimine.ee/en/

Anche nel caso del viaggiatore che effettua il primo test nel Paese di partenza ed il secondo in Estonia, l’isolamento termina se entrambi i test sono negativi.

Sono previsti casi di deroga all’isolamento, solo qualora il risultato del “primo” test risulti negativo (la deroga riguarda lo svolgimento di attività “imprescindibili” quali attività lavorative, acquisto di prodotti alimentari e medicinali, visite mediche).

– Viaggiatori extra UE, Gran Bretagna e Irlanda del Nord:

Il Governo estone aggiorna periodicamente la lista dei Paesi extra-comunitari soggetti alla sospensione delle restrizioni di cui alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 30 giugno 2020.

A partire dal 15 gennaio 2021 i viaggiatori provenienti dal Regno Unito e dall’Irlanda del Nord devono sottoporsi ad un periodo di isolamento di 10 giorni e, in aggiunta, devono sottoporsi obbligatoriamente a test. Tale obbligo non sostituisce quello della quarantena, ma è aggiuntivo. Per tali viaggiatori, l’esito negativo del primo test non conferisce l’autorizzazione a svolgere attività in deroga, a meno che non si tratti di attività collegate alla salute personale.

Sono esclusi dagli obblighi di doppio test i minori di 12 anni. 

A partire dal 1 gennaio 2021 sono stati rimossi i divieti nei confronti dei voli da e verso i Paesi UE ad alto rischio Covid. Sono pertanto tornati operativi i voli da e per l’Italia. Si raccomanda di verificare direttamente con le compagnie aeree l’effettiva operatività dei voli.

Per le ultime informazioni ufficiali sul coronavirus in Estonia, si invita a visitare il sito del Governo estone www.kriis.ee/en

Repubblica Ceca

Lo stato di emergenza, in vigore dal 5 ottobre 2020, è prorogato fino all’11 aprile 2021.
Sono state adottate nuove misure restrittive.
E’ vietato l’ingresso degli stranieri in Repubblica Ceca, ad eccezione dei viaggi indispensabili, motivati da:
– rientro presso la propria residenza
– esigenze lavorative
– studio
– salute
– visite necessarie alla famiglia
E’ vietato l’ingresso per turismo, attività ricreative, visite agli amici, ecc.
L’ingresso di chi arriva dall’Italia, per le motivazioni previste, è sottoposto alla seguente procedura:

PRIMA DELL’INGRESSO:
– effettuare un tampone PCR entro le 72 ore prima della partenza (Non è più ammesso il tampone antigenico);
-notificare l’ingresso alle Autorità sanitarie ceche compilando questo modulo onlinehttps://plf.uzis.cz e, se richiesto ai controlli di frontiera, mostrare la conferma dell’avvenuta compilazione elettronica.
DOPO L’ARRIVO:
– Rimanere in auto-isolamento per 5 giorni.
– Effettuare un tampone PCR soltanto al quinto giorno di auto-isolamento. Non è consentita   l’interruzione dell’auto-isolamento per recarsi al lavoro. 
– Non è prevista l’interruzione dell’auto-isolamento per eseguire trattamenti sanitari. Soltanto la clinica coinvolta può, per ogni singolo caso, chiedere all’ufficio di igiene locale l’autorizzazione ad interrompere l’auto-isolamento ed effettuare il tampone PCR prima dei 5 giorni previsti. 
-L’auto-isolamento si conclude soltanto con il risultato negativo del tampone PCR, effettuato in Repubblica Ceca.
– Obbligo di indossare una mascherina FFP2, KN95 o N95 per 14 giorni dopo l’arrivo quando si è fuori dalla propria abitazione.
– Lavoratori e studenti devono informare, rispettivamente, il datore di lavoro e la scuola dei loro viaggi in paesi a rischio Covid e sottoporre il risultato negativo del secondo test, rispettivamente, al datore di lavoro e all’università, prima di potersi recare sul luogo di lavoro o a lezione.
Anche le persone già vaccinate devono rispettare la procedura prevista.
Per informazioni sulle eccezioni previste in merito alla procedura da seguire per l’ingresso e il transito in Repubblica Ceca, nonché sullerestrizioni vigenti sul territorio ceco, si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Praga e alla sezione sanitaria di questa scheda.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei, si segnala una forte riduzione dell’offerta di voli fra Repubblica Ceca e Italia.

Lussemburgo

Alla luce del peggioramento del quadro epidemiologico locale, il Governo lussemburghese ha stabilito una serie di misure via via più restrittive, in vigore dal 30 ottobre 2020, tra le quali il coprifuoco nazionale dalle ore 23.00 alle ore 06.00, prorogato fino al 2 aprile 2021 anche in considerazione della diffusione delle nuove varianti del virus SARS-CoV-2. Per ulteriori dettagli sulle misure restrittive in vigore nel Paese, si rimanda alla Situazione Sanitaria di questa Scheda.

Dopo la riapertura dell’Aeroporto Findel il 31 maggio 2020, sono state rafforzate le misure di prevenzione per gli ingressi dall’estero per via aerea, misurando la temperatura a tutti i passeggeri in arrivo e con la possibilità di sottoporsi al tampone direttamente nel terminal. Dal 29 gennaio 2021, chiunque (inclusi i residenti) faccia ingresso in Lussemburgo, a mezzo aereo atterrando all’aeroporto Findel, dopo un soggiorno all’estero superiore alle 72 ore, deve esibire l’attestazione relativa al test molecolare (PCR) o antigenico con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti all’arrivo. Il risultato del test negativo dovrà essere presentato in una delle lingue amministrative del Lussemburgo (lussemburghese, tedesco o francese) o in inglese, italiano, spagnolo, o portoghese,  se ciò non fosse possibile lo stesso deve essere accompagnato da una traduzione in una delle  lingue amministrative del Lussemburgo.

I passeggeri che provengono da un Paese extra UE devono sottoporsi a un ulteriore tampone, presso il terminal dell’aeroporto. Fra le eccezioni all’obbligo del tampone per l’ingresso a mezzo aereo, figurano i passeggeri in transito o in grado di certificare di avere già contratto il Covid-19, oltre al personale viaggiante, ai lavoratori transfrontalieri e al personale delle missioni diplomatiche. Se un passeggero non presenta un tampone valido, sarà collocato dalle Autorità lussemburghesi in regime di quarantena per un periodo di 14 giorni, a decorrere dalla data di ingresso nel Paese. Per informazioni sull’operatività dei voli si raccomanda di consultare i siti web delle rispettive Compagnie (www.alitalia.com e www.luxair.lu).

Le frontiere terrestri sono aperte e non è al momento richiesto di esibire l’esito negativo al tampone per fare ingresso in Lussemburgo in auto o in treno. La quarantena non è obbligatoria, ma consigliata nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine. In presenza di sintomi da COVID-19 (febbre, tosse, difficoltà respiratorie), è utile contattare la “Hotline Salute” per informazioni al numero 247-65533, mentre nei casi urgenti è necessario chiamare il 112, oppure rivolgersi al proprio medico curante.

Chiuso al Pubblico
Chiuso al Pubblico

Bulgaria

 La situazione epidemica straordinaria è estesa fino al 30 aprile 2021.

I viaggiatori provenienti dai Paesi UE (compresa l’Italia)/Schengen (inclusi la Repubblica di San Marino, il Principato di Andorra, il Principato di Monaco e lo Stato della Città del Vaticano),  Regno Unito e Irlanda del Nord, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay, Emirati Arabi Uniti, Ucraina, Repubblica della Macedonia del Nord, Serbia, Albania, Kosovo, Bosnia ed Erzegovina,  Montenegro, Moldova, Israele, Kuwait, Bielorussia e Turchia possono fare il loro ingresso in Bulgaria presentando il risultato negativo di un test PCR effettuato al massimo 72 ore prima di entrare nel Paese.

Il documento certificante la negatività deve contenere il nominativo del soggetto come da documento di identità, gli estremi del laboratorio nel quale il test è stato effettuato (denominazione, indirizzo o altri contatti), la data di effettuazione del test con indicato il metodo (PCR) e il risultato negativo (Negative).

Nei confronti di tutti gli altri Paesi extra UE/Schengen, oltre alla necessità di disporre dell’esito del test negativo effettuato nelle ultime 72 ore, la possibilità di ingresso è subordinata alla sussistenza di una serie di condizioni, tra cui in particolare: residenza in Bulgaria, motivi umanitari, diplomatici stranieri accreditati, motivi di lavoro, lavoratori stagionali.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito Ambasciata d’Italia a Sofia.

Nel Paese vige l’obbligo di rispettare il distanziamento di 1,5 metri e di indossare la mascherina nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico al chiuso e all’aperto. All’aperto, l’obbligo di mascherina sussiste solo nel caso in cui non sia possibile rispettare il distanziamento di 1,5 metri.  

A partire da venerdì 27 novembre 2020 e fino al 30 aprile 2021 nel Paese vengono introdotte misure restrittive all’apertura e all’operatività delle attività economiche tra cui negozi, bar e ristoranti. Per maggiori informazioni e dettagli sulle misure in vigore si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Sofia

In caso di febbre alta o tosse, verificatesi successivamente all’ingresso nel Paese, è necessario contattare

Ungheria

L’Ungheria mantiene la chiusura delle frontiere agli stranieri. I collegamenti aerei con l’Italia, già da tempo ridottissimi, sono stati sospesi, lasciando limitatissime opzioni attraverso scali della Lufthansa in Germania e di KLM ad Amsterdam o collegamenti diretti da Vienna (facilmente raggiungibile da Budapest in treno o autovettura). Si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento per informazioni sullo stato del proprio volo.

I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo.

Tra le eccezioni previste per l’ingresso degli stranieri:

– viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria;

– cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;

– mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali (http://www.police.hu/en/content/humanitarian-corridor).

Alla luce del divieto di ingresso per i cittadini stranieri, a meno che non si rientri nelle eccezioni previste, si raccomanda di evitare tentativi di ingresso in Ungheria e di rispettare le indicazioni delle Autorità locali.

Si segnala che, a partire dal 10 novembre, è stato dichiarato lo stato di emergenza, con l’adozione da parte del Parlamento ungherese di ulteriori misure restrittive, tra le quali un coprifuoco dalle 20.00 alle 5.00.

Polonia

A partire dal 28 dicembre 2020, e in virtù di aggiornamenti successivi, sono nuovamente in vigore in Polonia alcune misure restrittive per l’ingresso nel Paese.

In particolare, con decorrenza dal 30 marzo 2021 è previsto l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che arrivano con qualsiasi mezzo di trasporto (anche a piedi) da altri Paesi Schengen, salvo esibizione di un tampone negativo (PCR o antigenico), effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese e redatto in lingua inglese o polacca. Attenzione: tale esenzione non si applica a chi entri nel Paese dal confine terrestre o marittimo per raggiungere il proprio luogo di residenza o domicilio sul territorio polacco.

Restrizioni più ampie riguardano gli ingressi da Paesi extra Schengen, per i quali è previsto l’obbligo di quarantena anche esibendo un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l’arrivo in Polonia. Sia per gli ingressi da area Schengen che da Paesi extra Schengen, è tuttavia possibile interrompere la quarantena a seguito di test Covid negativo effettuato sul territorio polacco nelle 48 ore successive all’ingresso nel Paese.   Per maggiori informazioni in merito anche alle ulteriori limitate eccezioni all’obbligo di quarantena e per ogni ulteriore dettaglio si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia.  Per le misure previste sul territorio nazionale, si rimanda invece alla sezione sanitaria di questa scheda.

Le misure in questione sono oggetto di continui aggiornamenti, per i quali si consiglia di consultare  il sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia (https://ambvarsavia.esteri.it/ambasciata_varsavia/it/ ) e i siti ufficiali del Governo polacco (https://www.gov.pl/web/koronawirus), del Comando della Guardia di Frontiera (www.strazgraniczna.pl ) e dell’Ispettorato sanitario (https://gis.gov.pl) tutti in lingua polacca. 

Per necessità di assistenza sul territorio polacco, le Autorità sanitarie polacche (NFZ) hanno attivato un’infolinea dedicata alla situazione sanitaria, raggiungibile al numero 800 190 590.  Per maggiori informazioni e consigli pratici sul nuovo coronavirus si rimanda al Focus Coronavirus Covid-19.

Divieto di Ingresso
Divieto di Ingresso

Slovacchia

Le Autorità slovacche hanno disposto a partire dal 1 ottobre 2020 lo stato di emergenza.

Per quanto riguarda gli ingressi dall’estero a partire dall’8 febbraio 2021, viene imposto l’obbligo per tutti coloro che entrano nel Paese di presentare un risultato negativo per il test Covid-19 molecolare effettuato non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese o, in alternativa, di segnalare la propria presenza alle autorità sanitarie locali e sottoporsi ad un isolamento domiciliare. L’isolamento domiciliare termina dopo un esito negativo del test RT-PCR, effettuato non prima dell’8° giorno dopo il rientro, oppure dopo il 14° giorno di quarantena.

A partire da mercoledì 17 febbraio 2021, l’obbligo di isolamento domiciliare di 14 giorni riguarderà invece tutti coloro che entrano nel Paese. Tale obbligo diventa generalizzato e non superabile neppure con la presentazione di un risultato negativo per il test Covid. L’isolamento domiciliare può terminare prima dei 14 giorni dopo un esito negativo del test effettuato non prima dell’8° giorno dopo l’ingresso in Slovacchia.

Principato di Monaco

A seguito dell’aggravarsi del quadro epidemiologico, per far fronte all’emergenza sanitaria da COVID 19 le Autorità del Principato di Monaco hanno inasprito le misure di contenimento e prevenzione a partire dall’8 febbraio 2021. In particolare, è previsto quanto segue:

• Obbligo di produrre all’arrivo un test PCR (o “molecolare”) risultato negativo ed eseguito nel Paese di origine nelle 72 ore precedenti l’arrivo nel Principato; oppure sottoporsi ad un test PCR in loco, restando in quarantena in attesa del risultato

• Coprifuoco dalle ore 19.00 alle 06.00

• Obbligo di indossare la mascherina in tutti gli spazi pubblici (aree pubbliche, trasporti ecc.) e nei luoghi chiusi ma aperti al pubblico

• Accesso ai ristoranti solo all’ora di pranzo, ma limitato ai residenti e ai lavoratori nel Principato, esclusivamente su prenotazione

• Chiusura dei ristoranti in orario serale; permesso l’asporto fino alle ore 19.00 e la consegna fino alle ore 21.00

• Alberghi aperti, ma è fatto obbligo di produrre risultato negativo del test PCR

• Bar chiusi

• Casino aperto dalle ore 12.00 alle ore 19.00

• Teatri chiusi la sera

• Discoteche, palestre e piscine chiuse

• Obbligo di distanziamento sociale (minimo 1,5 m tra due persone)

Per ulteriori dettagli sulle misure in vigore e per scaricare i Modelli di autodichiarazione (JUSTIFICATIF DE DÉPLACEMENT DEROGATOIRE), si invita a consultare l’apposita pagina del Sito governativo monegasco Les mesures sanitaires en vigueur jusqu’au 19/02/2021 – Covid 19 Monaco

Si ritiene inoltre utile richiamare  le disposizioni introdotte in Francia per il contenimento dell’infezione da COVID-19, in quanto, come noto, l’ingresso/uscita in/dal Principato di Monaco comporta necessariamente un transito per il territorio francese e, oltre a ciò, diversi Comuni francesi si trovano a poche centinaia di metri dal Territorio monegasco.

Per i viaggiatori, qualunque sia la loro nazionalità, provenienti e diretti in un Paese dello spazio europeo (fra cui Monaco) e qualunque sia il modo di trasporto (aereo, mare, strada o ferrovia), sarà necessario produrre un risultato negativo di un test RT-PCR effettuato 72 ore prima della partenza e una attestazione di “non contagiosità”. Sono esenti gli autotrasportatori, i lavoratori frontalieri e i residenti dei bacini di frontiera.

Sono esenti  dall’obbligo di test RT-PCR i viaggiatori che si spostano da Monaco verso il solo Dipartimento delle Alpi Marittime per meno di 24 ore.

In Francia è in vigore il coprifuoco nazionale dalle ore 19.00 alle 6.00 del mattino.

Per ulteriori dettagli sulle formalità da espletare per l’ingresso e l’uscita dal Territorio francese si fa rinvio alla pagina del Ministero dell’Interno della Repubblica francese Attestation de déplacement et de voyage / L’actu du Ministère / Actualités – Ministère de l’Intérieur (interieur.gouv.fr)

Svizzera

Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare il sito ufficiale dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica svizzera (https://www.bag.admin.ch/bag/it/home.html).

A partire dall’8 febbraio 2021  sono in vigore nuove regole per l’ingresso in Svizzera. Coloro che provengono dalle regioni ad alto rischio, come identificate dalle Autorità locali, devono presentare un test PCR con esito negativo effettuato non oltre 72 ore prima dell’ingresso nel Paese e sono, comunque, sottoposti ad obbligo di quarantena. Quest’ultima ha durata di dieci giorni ma può essere terminata a partire dal settimo giorno in caso di test rapido o PCR, effettuato dall’interessato a proprie spese, con esito negativo. Dal 25 marzo 2021 sono incluse in tale elenco Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Toscana, Veneto e Umbria.

L’obbligo di effettuare un test PCR scatta anche per tutti coloro che arrivano in Svizzera per via aerea, indipendentemente dalla provenienza, con controllo effettuato all’imbarco sul volo.

Vige, inoltre l’obbligo di registrazione dei propri dati di contatto (https://swissplf.admin.ch/home) per tutti coloro che entrano nel Paese con mezzo di trasporto pubblico.

I collegamenti aerei e ferroviari sono attivi seppur con alcune riduzioni. Si invita a verificare l’offerta e l’operatività dei voli direttamente sui siti delle compagnie aeree (Alitalia, Easyjet, Swiss) e sul sito delle ferrovie https://www.sbb.ch/it/orario.html.

Per dettagliate informazioni sulle misure adottate dal Paese a livello nazionale al fine di contenere la diffusione del contagio, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa scheda, e il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Berna.

San Marino

Indicazioni anche da qui:

In seguito all’aggravamento dell’emergenza sanitaria le Autorità della Repubblica di San Marino hanno, con il Decreto Legge 2021 n. 62,   ha prorogato le  misure di rafforzamento e contenimento per favorire l’efficacia della campagna vaccinale COVID-19, che rimangono in vigore fino alle ore 5.00 del 9 aprile 2021 sull’intero territorio sammarinese.
In particolare nelle giornate del 3, 4 e 5 aprile 2021 gli spostamenti interni nella Repubblica di San Marino sono consentiti tra le ore 05:00 e le ore 20:00. Al di fuori di tali orari sono consentiti spostamenti esclusivamente per esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di urgenza.
Salvo tali motivi o visite ad un familiare di primo grado, il rientro al domicilio, abitazione o residenza, limitatamente nelle giornate del 3, 4 e 5 aprile 2021 deve avvenire in ogni caso entro le ore 20:00.
Nel permanere l’obbligo di indossare la mascherina sia all’aperto sia nei luoghi chiusi, ad esclusione dei casi in cui si sia da soli o insieme al proprio nucleo di conviventi (non sono oggetto di obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità e quelli che interagiscono con i predetti), si rimanda, per più dettagliate informazioni circa le ulteriori restrizioni, alla sezione sanitaria di questa scheda.
Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6 del Decreto Legge 26 febbraio 2021 n. 26, gli spostamenti tra San Marino e le regioni italiane in cui sono vigenti misure restrittive di contenimento di un elevato alto rischio epidemiologico (c.d. zone rosse e arancioni) sono vietati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute ovvero situazioni di necessità tramite autocertificazione. Tra le situazioni di necessità rientrano in ogni caso, oltre agli spostamenti transfrontalier, quelli:
a) per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario oppure per condurli a sé;
b) finalizzati allo svolgimento di attività sportiva agonistica autorizzata (allenamenti  e competizioni);
c) per la visita alle seconde case di proprietà;
d) per il ricongiungimento del coniuge/partner;
e) per l’acquisito di beni di prima necessità e/o per quelli non disponibili nel proprio luogo di residenza.

E’ ammessa la mobilità tra la Repubblica di San Marino e le regioni, provincie e comuni limitrofi in cui vigono misure restrittive  di contenimento del rischio epidemiologico (c.d. zone gialle). Vige la chiusura al pubblico dei musei pubblici, cinema, centri sociali, sale di lettura, teatri, della biblioteca di stato, che garantirà comunque il servizio del prestito librario. I locali da ballo e/o intrattenimento rimangono chiusi le cerimonie religiose e i funerali sono consentiti nel rispetto dei presidi di sicurezza stabiliti con apposita delibera del Congresso di Stato in accordo con la Diocesi San Marino – Montefeltro; fatta salva l’attività degli organi istituzionali e l’attività istituzionale in genere, che resta consentita nel rispetto delle misure igienico – sanitarie ovvero  secondo le modalità stabilite da apposita delibera del Congresso di Stato, sono vietate le conferenze, i congressi, i meeting, i convegni o similari.

Slovenia

La Slovenia ha adottato un sistema di classificazione dei paesi inserendo nella lista rossa i Paesi, tra cui l’Italia, considerati ad alto rischio di contagio.  Maggiori dettagli a questo link: https://www.gov.si/it/argomenti/sars-cov-2/attraversamento-dei-confini/.
Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all’ingresso in Slovenia oppure:

a. presentare referto negativo di test molecolare PCR fatto in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti) entro le 48 ore precedenti l’ingresso in Slovenia (il referto negativo di test rapido non è più accettato dal 26/03/2021), oppure
b. presentare un certificato relativo alla positività al test PCR SARS-CoV-2 rilasciato almeno 21 giorni prima ma non più di sei mesi prima, o un certificato medico che attesti che la persona e’ guarita dal COVID-19 e che dall’inizio dei sintomi non sono trascorsi più di sei mesi; oppure
c. presentare un certificato di vaccinazione contro il COVID-19 che dimostri che sono passati almeno 7 giorni dalla seconda dose del vaccino Biontech/Pfizer o almeno 14 giorni dalla seconda dose del vaccino Moderna ovvero almeno 21 giorni dalla prima dose del vaccino AstraZeneca.
Sono ammessi soltanto certificati di test e vaccinazione rilasciati in Paesi UE e area Schengen.
I residenti in Slovenia (a prescindere dalla nazionalità) possono viaggiare verso Paesi o Dipartimenti amministrativi presenti nella lista rossa della Slovenia soltanto se sono muniti dei certificati indicati sopra al punto b o c, ovvero se rientrano nelle eccezioni previste. Dovranno esibire la certificazione sia in uscita dalla Slovenia che al rientro.
Per l’elenco completo delle eccezioni a tali disposizioni, che dal 29/03/2021 sono molto limitate, si rimanda al sito web dell’Ambasciata nelle FAQ (n. 4, par. A e Bhttps://amblubiana.esteri.it/ambasciata_lubiana/it/in_linea_con_utente/avvisi%20e%20comunicazioni
Con ordinanza del 04/03/2021, in vigore dal 06/03/2021, il Governo sloveno ha disposto le seguenti modifiche alle condizioni per l’ingresso in Slovenia:
1. La persona sottoposta a provvedimento di quarantena domiciliare può concludere il periodo di isolamento se presenta referto negativo al test SARS-CoV-2 (PCR o antigenico) ma non prima di cinque giorni dall’inizio della quarantena;
2. Istituzione di “punti di controllo” ai valichi di frontiera stradali e ferroviari al confine con Italia, Austria e Ungheria:
“checkpoints” di categoria A aperti a tutti e
“checkpoints” di categoria B riservati alle persone (elencate nell’art. 10 dell’ordinanza) che rientrano nelle esenzioni alla quarantena e alla presentazione di referto negativo a test PCR SARS-CoV-2 e a quelle che per essere esentate dalla quarantena devono presentare referto negativo a test, PCR o RAT, SARS-CoV-2 eseguito entro i sette giorni precedenti (FAQ n. 4 par. A e B); a partire dal 19/03/2021 da quest’ultima categoria sono esclusi gli studenti transfrontalieri sotto i 13 anni, che sono pertanto esenti da obbligo di quarantena e da referto negativo al test su base settimanale. L’accompagnatore resta obbligato a presentare il referto negativo e a lasciare la Slovenia subito dopo avere accompagnato il bambino.
Confine con l’Italia
Punti di controllo di Categoria A:
1. Sant’Andrea / Vrtojba
2. Fernetti / Fernetiči
3. Rabuiese / Škofije
Punti di controllo di Categoria B:
1. Krvavi potok – Pesse / (dalle 5.00 alle 23.00)
2.Robič – Stupizza (dalle 5.00 alle 23.00, chiuso domenica e giorni festivi)
3.Predel – Predil (dalle 6.oo alle 9.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (chiuso domenica e giorni festivi)
4. Nova Gorica (Solkan) – Gorizia (Valico di Salcano) ) (dalle 6.00 alle 21.00)
5.Neblo – Valico di Venco (dalle 7.00 alle 9.00 e dalle 16.00 alle 19.00)
6.Rateče (dalle 6.00 alle 21.00).
Non è consentito il passaggio del confine fuori dai punti di controllo indicati sopra.
3. I cittadini italiani, sloveni, austriaci e ungheresi nonché’ i cittadini di Paesi UE/Schengen residenti in un Comune o Provincia di confine possono fare ingresso in Slovenia attraverso qualsiasi punto di controllo purché’ abbiano i requisiti per l’ingresso.
Dall’ 1 al 12 aprile 2021 sarà in vigore un nuovo “lockdown”:
I trasporti pubblici interni (treni e autobus) tornano al regime di giorni festivi;
Sono vietati gli assembramenti. È inoltre in vigore il divieto di circolazione delle persone dalle ore 22.00 alle 5.00.
Sono consentiti gli spostamenti solo all’interno della regione di residenza;trasportatori e persone in transito verso altri Paesi e verso l’aeroporto di Lubiana, o in rientro presso il proprio domicilio in Slovenia. Le eccezioni sono elencate nel sito web dell’Ambasciata nelle FAQ (n. 5 e 6, auto-dichiarazione slovena) https://amblubiana.esteri.it/ambasciata_lubiana/it/in_linea_con_utente/avvisi%20e%20comunicazioni/emergenza-covid-19-coronavirus.html
Il 9 marzo 2021 è stata adottata la decisione di offrire test rapidi gratuiti ai posti di frontiera con l’Italia alle categorie di transfrontalieri per cui era stato introdotto, il 6 marzo scorso, l’obbligo di test settimanali, vale a dire lavoratori e studenti frontalieri maggiori di 13. I test vengono somministrati su base volontaria, fermo restando l’obbligo del richiedente di assicurare con un modello di autocertificazione scaricabile dai siti governativi anche in italiano, di appartenere ad una delle categorie di aventi diritto, ai posti di frontiera di Ratece  Salcano-Gorizia (Solkan), Fernetti (Sežana) e  Rabuiese-Capodistria (Škofije) il martedi’, giovedi’ e venerdi’ dalle 8.00 alle 18.00; Caporetto (Kobarid) e Fusine-Tarvisio (Rateče): il martedi’ dalle 8.00 alle 18.00.  
Se negativi, i test sono sufficienti per l’ingresso nel Paese per i sette giorni successivi. Non sono al momento note le esatte modalità di somministrazione dei test.

Norvegia

A partire dal 29 gennaio 2021 fino a data da stabilirsi, è vietato l’ingresso in Norvegia a tutti i cittadini stranieri non residenti (compresi i cittadini dei paesi UE/SEE e i cittadini residenti nei paesi UE/SEE) https://www.regjeringen.no/en/topics/koronavirus-covid-19/travel-to-norway/id2791503/.

Sono esenti dal divieto di ingresso alcune limitate categorie di persone, per le quali restano sempre in vigore l’obbligo di registrarsi, di presentare un certificato covid-19 negativo, di sottoporsi a un test obbligatorio all’arrivo e di osservare la quarantena.

Salvo le eccezioni, tra cui i residenti in Norvegia, tutti i viaggiatori che nei 14 giorni antecedenti l’arrivo hanno soggiornato in paesi ad alto rischio devono presentare una certificazione (in lingua norvegese, danese, svedese, inglese, francese o tedesco) di essersi sottoposti, nelle 24 ore antecedenti all’ingresso nel territorio norvegese, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone risultato negativo.

Per i viaggiatori in arrivo per via aerea il test deve essere effettuato 24 ore antecedenti l’orario previsto di partenza del volo (del primo volo in caso di collegamenti multipli). Le autorità norvegesi sconsigliano tutti i viaggi non essenziali: all’estero, all’interno del paese e verso le Svalbard. Anche per l’ingresso nelle Svalbard, è obbligatorio presentare il certificato delle 24 ore. La certificazione di test sierologico con presenza di anticorpi al virus SARS CoV-2 non è valida per l’ingresso.

Salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori in arrivo hanno altresì l’obbligo di sottoporsi ad un test, molecolare o antigenico, gratuito, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo alla stazione di frontiera (per viaggiatori provenienti da alcuni paesi è obbligatorio sottoporsi al test molecolare).

Salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori in entrata devono osservare la quarantena di 10 giorni in apposito covid-hotel.

Dal 17 marzo 2021 anche le persone residenti in Norvegia o con dimora stabile nel paese, che rientrano dall’estero per viaggi non essenziali, dovranno soggiornare in un covid-hotel (https://www.fhi.no/en/op/novel-coronavirus-facts-advice/facts-and-general-advice/entry-quarantine-travel-covid19/). Non sono permessi spostamenti interni senza aver osservato la quarantena che deve quindi svolgersi nella prima località d’ingresso del paese.  Violare l’obbligo di quarantena costituisce reato.

All’ingresso, tutti i viaggiatori sono tenuti a compilare un’autodichiarazione (https://reg.entrynorway.no/)

I viaggiatori possono uscire dal regime di quarantena, comunque non prima del settimo giorno, se risultano negativi al Covid-19 per due volte dopo l’arrivo con il primo test (molecolare o antigenico) effettuato entro tre giorni dall’arrivo e il secondo (solo molecolare) non prima di sette giorni dall’arrivo. Il test a cui il viaggiatore è obbligatoriamente sottoposto al momento dall’arrivo è valido come primo test. La quarantena è obbligatoria fino a quando non si riceve il risultato negativo del secondo test.

I viaggiatori che sono in quarantena, ma non avvertono e mostrano sintomi da Covid-19, possono lasciare il Paese (https://www.helsenorge.no/en/coronavirus/quarantine-and-isolation/#travel-quarantine).

Si raccomanda vivamente a tutti i viaggiatori di consultare e leggere attentamente, prima della partenza per la Norvegia, le informazioni fornite nei siti dell’Ambasciata d’Italia (https://amboslo.esteri.it/ambasciata_oslo/it/) e di Helse Norge (https://www.helsenorge.no/en/coronavirus/).

Moldavia

Tutti i viaggiatori in ingresso, indipendentemente dal paese di provenienza, sono obbligati ad osservare un periodo di autoisolamento di 14 giorni. Viene fatta eccezione per coloro che presentino il risultato negativo di un test molecolare COVID-19 effettato entro le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese e di coloro che presentino in ingresso un test PCR COVID-19 negativo o che abbiano ricevuto la vaccinazione COVID-19 e siano in possesso di relativa certificazione redatta nelle lingue rumena, inglese, francese o russa.

Le suddette restrizioni all’ingresso non si applicano ad alcune categorie tra le quali i bambini al di sotto dei 5 anni; gli autisti di veicoli commerciali e di trasporto; ai passeggeri in transito; gli studenti ed alle persone in viaggio per trattamenti sanitari.

Pur mantenendo le normative vigenti in materia di ingresso nel paese, le Autorità moldave hanno disposto la riapertura del traffico aereo a partire dal 15 giugno 2020. È ripreso, a partire dal 26 maggio 2020 , il trasporto ferroviario e terrestre a destinazione internazionale, con l’osservazione rigorosa di misure di prevenzione e contenimento della diffusione del Covid-19. I collegamenti aerei sono peraltro limitati, viste le attuali restrizioni all’ingresso in Italia per chi proviene dalla Repubblica di Moldova.

Viene disposta, altresì, la ripresa graduale, delle attività dei valichi di frontiera, tenendo conto: della graduale riapertura del trasporto internazionale di persone e merci; delle restrizioni relative all’accesso di cittadini stranieri sul territorio moldavo; delle restrizioni per i cittadini moldavi di far ingresso negli Stati corrispondenti.

In Transnistria (vds. Sezione Sicurezza – Aree di particolare cautela) le misure di restrizione all’ingresso sono state prorogate fino  al 1 aprile 2021.

Si rimanda alla scheda Paese, sezione Situazione sanitaria, per maggiori informazioni circa le principali misure restrittive vigenti nel Paese, modificate a partire dal 30 novembre 2020.

Per ulteriori informazioni si rimanda inoltre alla Linea Verde attivata dall’Agenzia Nazionale per la Sanità Pubblica della Repubblica di Moldova, contattabile al 080012300

Italiani Infetti...?
Italiani Infetti…?

Finlandia

Dal 19 settembre 2020 la Finlandia ha reintrodotto misure restrittive anche nei confronti dell’Italia. Dall’Italia sono consentiti solo ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con obbligo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni, che potrà essere abbreviato in caso di doppio test negativo (tampone o test antigenico rapido) a distanza di almeno 72 ore. Non sono consentiti ingressi per turismo.

Dal 25 gennaio 2021 il Governo finlandese ha disposto misure  più restrittive, relative soprattutto ai motivi ammessi  per l’ingresso nel Paese. Per informazioni dettagliate si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Helsinki

Si ricorda che le Autorità finlandesi considerano viaggiatori provenienti dai Paesi “a rischio” anche coloro che vi transitano per mero scalo aeroportuale, oltre che sulla base di nazionalità e luogo di residenza del passeggero. Maggiori informazioni qui  . Per informazioni sulle modalità di ingresso per i viaggiatori stranieri in Finlandia, sia provenienti da Paesi considerati “a rischio” che da paesi considerati “sicuri”, con particolare riguardo alle possibili modalità di riduzione del periodo di isolamento fiduciario, si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Helsinki, nonché alla sezione sanitaria di questa scheda.

Le Autorità sanitarie finlandesi hanno inoltre attivato un servizio online (Finentry), dove si possono trovare informazioni utili sull’evoluzione dell’epidemia nel Paese, sulle misure restrittive ad essa associate, oltre ad un questionario online per verificare le condizioni di ingresso nel Paese.  Eventuali dubbi possono essere preventivamente chiariti consultando la Polizia di Frontiera al numero +358 (0)50 597 2255, operativo dalle 8.00 alle 18.00.

Gli attraversamenti lungo il confine orientale con la Federazione Russa sono chiusi.

La compagnia aerea nazionale Finnair ha dato vita ad una generale riprogrammazione del proprio operativo. Per informazioni al riguardo, si raccomanda di visitare il sito della compagnia.

A partire dal mese di agosto 2020 Finnair ha ripristinato i voli diretti da Helsinki per Roma (FCO) e Milano (MXP. L’Italia è peraltro raggiungibile anche con varie soluzioni di voli con scalo, ad esempio via Germania, Francia, Belgio, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Lettonia. Si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea l’operatività del proprio volo e la disponibilità di rotte alternative per raggiungere l’Italia, in quanto le informazioni sul traffico aereo possono essere soggette a cambiamenti rapidi, anche senza preavviso. Per maggiori dettagli si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Helsinki .

Belgio

Con l’evolversi del quadro epidemiologico, restano in vigore una serie di misure restrittive a livello federale. Resta confermata la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio, insieme al divieto di circolazione tra le ore 24.00 e le ore 5.00 del mattino; ulteriori misure riguardano principalmente la riduzione del numero di persone con le quali è possibile avere contatti ravvicinati o comunque frequentare nell’ambito privato. Sono aperti gli esercizi commerciali non essenziali. Nella regione di Bruxelles-Capitale, il divieto di circolazione notturna è esteso dalle ore 22.00 alle ore 6.00, accompagnato dall’obbligo di indossare sempre la mascherina.

Per maggiori informazioni, si rimanda alla Situazione Sanitaria di questa Scheda e al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles.

A partire dal 27 gennaio, e al momento fino al 18 aprile 2021, è in vigore un divieto di effettuare viaggi “non essenziali” da/verso il Belgio. In caso di viaggi di natura essenziale, sarà necessario compilare la autocertificazione reperibile sulla homepage del sito istituzionale dedicato (in formato cartaceo o elettronico) e barrare l’opzione che corrisponde alla motivazione del viaggio stesso. Per approfondimento sui viaggi in arrivo dal Regno Unito si veda l’apposita sezione sulla pagina di informazione ufficiale sul Coronavirus in Belgio: www.info-coronavirus.be/fr/faq/. A partire dal 19 aprile 2021 tale divieto cesserà per l’area UE/Schengen (si consiglia di tenersi aggiornati sulle eventuali regole in materia di test all’ingresso e quarantena che saranno disposte per questi viaggi a partire dal 19 aprile), mentre resterà in vigore per i Paesi terzi esclusi dalla comune lista UE.

Chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto, 48 ore prima dell’arrivo, a riempire un modulo on line (Passanger Locator Form -PLF), tranne nel caso di ingressi via auto per soggiorni in Belgio dall’area UE/Schengen (o a seguito di soggiorni in quegli stessi Paesi) di durata inferiore alle 48 ore.

I viaggiatori in arrivo in Belgio che abbiano soggiornato per più di 48 ore in una zona identificata come rosso-chiaro o rosso-scuro secondo la cartina a colori messa a punto dall’agenzia europea ECDC) sono tenuti a porsi in quarantena, con test obbligatorio il primo ed il settimo giorno (nel caso dei residenti) oppure nelle 72 ore precedenti la partenza ed al settimo giorno (nel caso dei non residenti, vedi oltre nel testo). I codici per effettuare i test saranno trasmessi dalle autorità tramite sms al numero registrato sul Passanger Locator Form (PLF).

Per i non residenti in arrivo da una zona rossa resta inoltre l’obbligo di presentare il risultato negativo di un test molecolare PCR effettuato nelle 72 ore precedenti la partenza verso il Belgio, redatto in francese, neerlandese, tedesco o inglese e certificato da un medico, cui si aggiunge l’obbligo di sottoporsi a test anche all’arrivo nel Paese se si è stati in precedenza nel Regno Unito, in Sud Africa o nell’America meridionale. Eccezioni sono previste solo per i transiti nell’area extra-Schengen degli aeroporti, i trasportatori di merci destinate alla vendita in Belgio o in transito e per chi sia esentato dal compilare il PLF.

Pur in quarantena, chi svolge una funzione critica in un settore essenziale potrà recarsi al lavoro dietro certificazione del datore di lavoro e gli studenti universitari potranno recarsi a svolgere gli esami. .

Nel caso di viaggi di natura professionale verso il Belgio di durata fino a cinque giorni, l’invitante/cliente belga dovrà compilare preventivamente un modulo on line (Business Travel Abroad – BTA), al fine di ottenere un codice che il viaggiatore dovrà poi inserire sul PLF; sulla base del test di autovalutazione annesso al PLF, il viaggiatore potrà così eventualmente essere sollevato dall’obbligo di quarantena.

I collegamenti aerei con l’Italia sono fortemente ridotti: Alitalia opera al momento un volo da/per Roma-Fiumicino e da/per Milano-Linate alcuni giorni a settimana; Ryanair opera un volo a settimana per Roma-Fiumicino da Zaventem; Brussels Airlines non ha invece al momento voli diretti. Il traffico aereo da/per l’Italia potrebbe subire ulteriori variazioni. Per informazioni puntuali si rimanda ai siti internet di dette compagnie aeree e si raccomanda di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento.

Negli aeroporti del Paese è effettuato il controllo della temperatura a tutti i viaggiatori, con divieto di ingresso/partenza in presenza di una temperatura pari o superiore a 38 gradi. E’ inoltre obbligatorio l’uso della mascherina.

Per tutte le informazioni di dettaglio si raccomanda di consultare le risposte alle domande frequenti sulla pagina di informazione ufficiale sul Coronavirus in Belgio: www.info-coronavirus.be/fr/faq/.

Danimarca

Il Ministero degli Affari Esteri danese scoraggia tutti i viaggi non necessari in Danimarca da tutti i Paesi del mondo senza distinzione e anche ai cittadini danesi ed ai residenti in Danimarca viene fortemente sconsigliato ogni viaggio all’estero, inclusi quelli per affari.

Viene garantito l’accesso al Paese solamente in presenza di un comprovato valido motivo, anche per chi proviene dall’Italia, come specificato nel sito (in inglese) https://coronasmitte.dk/en/entry-into-denmark. Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro (ma non lavoro come au pair), partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, familiari stretti di minorenni e di persone gravemente malate, coniugi, familiari stretti o fidanzati/e di persone residenti in Danimarca, mentre non vengono riconosciuti validi i motivi di studio.

Inoltre, dal 9 gennaio fino al 20 aprile 2021 incluso, tutti i viaggiatori che si recano in aereo in Danimarca, oltre ad un valido motivo, devono anche presentare la prova di un test COVID-19 negativo (PCR o antigenico) effettuato non oltre le 24 ore precedenti il primo imbarco del viaggio con destinazione finale in Danimarca. In caso di mancata presentazione di suddetta documentazione, sono previste sanzioni pecuniarie e/o reclusione fino a due anni. Questa misura è valida anche per i cittadini danesi e per i residenti in Danimarca ma non si applica ai passeggeri di voli interni (Groenlandia e Faroer incluse) ed ai minori di 12 anni.

I lavoratori stranieri in ingresso in Danimarca hanno l’obbligo di effettuare, oltre al test nelle 24 ore prima della partenza, anche un secondo test PCR dopo 72 ore dall’arrivo in Danimarca.

A decorrere dal 7 febbraio 2021, oltre all’obbligo già segnalato di documentare un test COVID-19 negativo effettuato nelle 24 ore precedenti l’inizio del volo diretto in Danimarca o l’accesso via terra nel Paese, vengono resi obbligatori un ulteriore test rapido subito dopo l’arrivo e un periodo di auto-isolamento di 10 giorni, che può essere ridotto a 5/6 giorni, sottoponendosi ad un altro test almeno 4 giorni dopo l’arrivo nel Paese. Per i trasgressori è prevista una sanzione pecunaria di 3.500 corone danesi (circa 450 Euro). Tali disposizioni non si applicano a chi risiede nelle aree di confine e ai lavoratori frontalieri.

Portogallo

Con decreto governativo, a partire dal 29 marzo 2021, è stata disposta da parte delle Autorità portoghesi una stretta sugli spostamenti aerei da e per il Portogallo con l’obiettivo di limitare i viaggi per turismo.

Il Decreto, oltre a estendere fino al 15 aprile 2021 la vigente sospensione dei collegamenti aerei con Brasile e Regno Unito, introduce a far data dal 1° aprile l’obbligo di quarantena per i passeggeri provenienti dal Sudafrica e da Paesi europei che abbiano registrato negli ultimi 14 giorni una media nel tasso di rapporto tra contagi e popolazione superiore a 500 per 100.000 abitanti. Per i passeggeri provenienti da tali Paesi, riportati in una tabella allegata al decreto e in cui, oltre a vari Paesi UE, figura anche l’Italia, è quindi ora previsto, oltre all’obbligo di test molecolare effettuato entro le 72 ore prima dell’imbarco, anche quello di osservare una quarantena di 14 giorni (inclusi nella lista anche Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia, Ungheria). I passeggeri che all’arrivo in Portogallo non saranno in grado di presentare certificato di test negativo, dovranno realizzare il test in aeroporto, a proprie spese, e dovranno attendere il risultato del tampone sempre all’interno dell’aeroporto.

Sono invece autorizzati, con test molecolare ma senza obbligo di quarantena, i viaggi essenziali per chi proviene da Paesi europei che abbiano registrato negli ultimi 14 giorni una media nel tasso di rapporto tra contagi e popolazione all’interno di una forchetta tra i 150 e 500 casi per 100.000 abitanti (i paesi inclusi in tale lista sono Germania, Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Svizzera). Per viaggi essenziali continuano a intendersi quelli che consentono il transito, l’ingresso e la partenza dal Portogallo per i cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, paesi associati Schengen e loro familiari o cittadini di Paesi terzi che viaggiano: per motivi professionali; di studio; di ricongiungimento familiare; di salute o per ragioni umanitarie; sono esenti dalla quarantena i passeggeri di voli considerati essenziali la cui permanenza in Portogallo (attestata da biglietto di ritorno) non superi le 48 ore.

Il decreto chiarisce inoltre che da e per i Paesi di cui a un terzo allegato (Australia, Cina, Corea del Sud, Hong Kong, Macao, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Tailandia) sono consentiti i voli “con riserva di conferma della reciprocità”, sempre che vengano rispettate le condizioni epidemiologiche previste dalle raccomandazioni del Consiglio UE n. 2020/912 del 30 giugno 2020 e rispettivi aggiornamenti.

Sono inoltre consentiti i viaggi di rientro in Portogallo di cittadini portoghesi, o di Paesi associati Schengen o altri Paesi terzi se con residenza legale in territorio portoghese, nonché’ i voli di natura umanitaria allestiti dalle competenti autorità governative.

Circa l’unica frontiera terrestre, con la Spagna, il nuovo decreto conferma le misure gia’ in vigore consentendo – nei valichi autorizzati – i soli viaggi debitamente documentati per il trasporto internazionale di merci, di lavoratori transfrontalieri e stagionali, e di veicoli di emergenza e soccorso e servizi di emergenza. Il divieto di movimento tra i comuni, in vigore in base al decreto che regola lo stato di emergenza, si applica a tutti i cittadini, indipendentemente dalla nazionalità. Nel caso di viaggiatori non residenti in Portogallo, dopo l’ingresso nel Paese e’ prevista solo la possibilita’ di trasferirsi nel luogo di residenza, hotel o altro alloggio, certificato da idonea documentazione. Gli stranieri non residenti sono soggetti alle stesse regole ed eccezioni previste per i cittadini residenti, cioè non possono uscire dal comune presso il quale hanno riservato l’alloggio.

Ulteriori informazioni per le Azzorre sono disponibili all’indirizzo covid19.azores.gov.pt. Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona.

Coronavirus e malattia
Coronavirus e malattia

Lettonia

A causa dell’aumento dei casi di contagio nel Paese, il Governo lettone ha deciso di  prorogare ulteriormente lo stato di emergenza dall’11 gennaio sino al 6 aprile 2021.
Per le misure restrittive introdotte dal 4 dicembre si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.
E’ confermata la richiesta una quarantena di 10 giorni per i viaggiatori provenienti dai Paesi, contrassegnati in rosso e giallo nell’elenco  pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie, consultabile qui . 
L’Italia è stata inserita tra i Paesi contrassegnati in rosso, pertanto i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall’Italia dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni.
Dal 12 ottobre è obbligatorio per tutti i viaggiatori che entrano o escono dalla Lettonia (per via aerea, in nave, treno, auto) compilare preventivamente un questionario elettronico denominato IECIS (Information System for the Monitoring of Traveller Registration) tramite apposito sito web https://covidpass.lv.
Il questionario deve essere compilato non prima delle 48 ore precedenti l’attraversamento della frontiera lettone. Dopo aver compilato e inviato il modulo, il viaggiatore riceverà per via elettronica un codice QR tramite il quale le autorità sanitarie di frontiera e di polizia potranno contattare la persona e verificare eventualmente il rispetto della normativa sull’isolamento fiduciario. Tale registrazione è obbligatoria anche per i viaggiatori in transito. Per informazioni più dettagliate sull’uso del covidpass consultare il sito : https://covid19.gov.lv/en/support-society/careful-travel/covidpasslv-arrival-confirmation-form.

Dal 15 gennaio 2021 l’ingresso in Lettonia sara’ consentito solo con obbligo di presentazione, all’imbarco o alla frontiera terrestre o marittima, di un tampone molecolare negativo PcR, effettuato non più delle 72 ore precedenti l’ingresso in Lettonia. La prova di tampone negativo deve essere esibita al vettore. Al momento di compilare il modulo sul portale COVIDPASS si deve anche confermare di aver effettuato il test COVID come da apposita casella. Sono esentati dall’effettuazione del test COVID-19 i bambini di età inferiore a 11 anni, le persone già vaccinate contro il Covid-19, i membri di equipaggi aerei, i passeggeri in transito che non escano dall’area comune dell’aeroporto.
Sono operativi da e per l’Italia voli di Air Baltic, Ryanair e Wizzair. Si raccomanda di verificare direttamente con le compagnie aeree l’effettiva operatività dei voli, in quanto la programmazione potrebbe subire delle variazioni.
Sono stati ripristinati i voli da/per Regno Unito, con obbligo, all’ingresso in Lettonia, di presentazione di tampone molecolare negativo.

Serbia

 Le Autorità serbe non pongono limitazioni all’ingresso per chi proviene direttamente dall’Italia. Per fare ingresso sul territorio della Repubblica di Serbia dall’estero per cittadini stranieri non residenti è necessario un test PCR negativo risalente a massimo 48 ore prima dell’ingresso. Tuttavia quest’ultima disposizione non si applica ai transiti purché avvengano nell’arco delle 12 ore.

Tutti coloro che rientrano in Serbia sono obbligati ad auto segnalarsi presso le Autorità sanitarie locali attraverso il seguente sito: www.e-zdravlje.gov.rs (si veda anche http://www.mfa.gov.rs/en/themes/covid173202019).

Tutti coloro che faranno ingresso nel Paese dovranno esibire un test PCR negativo, risalente a non oltre le 48 ore antecedenti. La misura è obbligatoria per i cittadini stranieri non residenti (ad eccezione delle seguenti categorie: membri di missioni diplomatiche e organizzazioni internazionali; personale militare nell’esercizio delle proprie funzioni; cittadini stranieri in transito nel Paese, fino ad un massimo di 12 ore; i passeggeri e il personale di volo in transito attraverso gli aeroporti serbi; bambini fino a 12 anni se il tutore legale o un’altra persona che accompagna il bambino ha un test negativo; personale nel trasporto internazionale di merci e passeggeri (camion, autobus, nave, treno).

Per i cittadini serbi e i cittadini stranieri residenti, i viaggiatori provenienti da Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Montenegro e Macedonia del Nord, la presentazione del test PCR negativo è alternativa a 10 giorni di autoisolamento, terminabile con il test PCR negativo fatto poi in Serbia.

Si segnala che, a partire dal 20 gennaio 2021, ai cittadini stranieri non residenti che entrino in Serbia per motivi d’affari è consentito entrare temporaneamente senza test, con l’impegno di produrre, entro 24 ore dall’ingresso, un risultato negativo del test PCR o antigenico, emesso da un istituto riconosciuto in Serbia. La Camera di Commercio di Serbia è identificata come ente a cui rivolgersi per l’intermediazione con le Autorità relativamente a questa procedura (per i dettagli vedere sezione sanitaria di questa scheda).

MEZZI: Non sono ancora stati ripristinati i voli diretti Italia-Serbia Serbia-Italia; tuttavia sono disponibili voli con scalo ed è possibile il transito via terra.  

Ucraina

Le Autorità ucraine hanno disposto che, a partire dal 24 marzo 2021, tutti i cittadini stranieri che intendano fare ingresso in Ucraina devono esibire un test PCR (reazione a catena della polimerasi) negativo effettuato entro e non oltre le 72 ore prima dell’arrivo in Ucraina ed essere in possesso di una polizza assicurativa sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19 valida per l’intera durata del soggiorno nel Paese (per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della presente Scheda).
In assenza di una polizza assicurativa o del risultato negativo del PCR test, le Autorità di Frontiera ucraine hanno il diritto di negare l’ingresso nel Passe agli stranieri e agli apolidi.
I nuovi requisiti non si applicano ai rappresentanti del corpo diplomatico e ai membri delle loro famiglie, nonché ad una serie di altre categorie di cittadini stranieri, in conformità con le eccezioni indicate nella risoluzione del Consiglio dei Ministri dell’Ucraina del 9 dicembre 2020 №1236 (per maggiori dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della presente Scheda).
Per ulteriori informazioni sul regime di ingressi, assicurazione e situazione sanitaria nel Paese si consiglia di consultare il portale del Gabinetto dei Ministri dedicato all’emergenza sanitaria  (in inglese); il sito del Ministero della Salute ucraino  https://moz.gov.ua/koronavirus-2019-ncov (solo in ucraino) ed anche il sito Visit Ukraine https://visitukraine.today/ (in inglese).

Per ulteriori informazioni sulle misure adottate dalle autorità locali sul piano interno per l’intero territorio nazionale, e in particolare per la capitale Kiev, consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda. 
I collegamenti aerei diretti con l’Italia sono assai ridotti (diverse compagnie li hanno momentaneamente sospesi). Si raccomanda comunque a chiunque abbia già acquistato un biglietto aereo con qualsiasi provenienza e con destinazione o semplice transito in Ucraina, di verificare preventivamente con la compagnia aerea, quanto più possibile a ridosso della data prevista per l’imbarco, che il volo sia effettivamente confermato, in quanto i voli sono tuttora soggetti a cancellazioni. 
I collegamenti internazionali via terra sono ripresi gradualmente a partire dal 22 maggio 2020, restano comunque soggetti all’evoluzione della situazione epidemiologica e vanno presi in considerazione salvo verifica delle condizioni di ingresso/transito nei Paesi confinanti. Qui di seguito il link ad una mappa interattiva inerente alla situazione dei trasporti.

Albania

A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Il Ministero dell’Infrastruttura e dell’Energia della Repubblica d’Albania ha autorizzato, da lunedì 22 giugno 2020, la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e ha autorizzato anche la ripresa dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari Brindisi e Ancona. Sarà responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria.

Si ricorda al riguardo che, sono ancora vietati gli spostamenti da/per Paesi extra UE ed extra Schengen, con alcune limitate eccezioni,  salvo motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio  o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (sono inclusi in queste categorie i titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità). Chi dovesse recarsi in Albania dall’Italia, per motivi consentiti dalla normativa, è tenuto ad effettuare l’isolamento fiduciario e ad attivare la sorveglianza sanitaria al rientro in Italia. Per maggiori informazioni, cliccare qui. Le informazioni sul traffico aereo e marittimo possono variare rapidamente. Si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea o di navigazione lo stato del proprio volo/traghetto. Per maggiori informazioni sulle compagnie di trasporto operanti tra Italia e Albania, visitare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Tirana, cliccando qui.

Dal 22 dicembre 2020 e fino a data da destinarsi le Autorità hanno disposto la sospensione di tutti i voli da/per il Regno Unito.

Paesi Bassi

Il governo olandese sta introducendo misure supplementari per prevenire l’importazione di nuove varianti del virus.
È stato eliminato il divieto di volo dal Regno Unito e il divieto di attracco per i traghetti in arrivo dal Regno Unito. Un divieto di volo resta in vigore per il Sud Africa e per vari Paesi del centro e sud America (si veda questo link).
Doppio test per i passeggeri in arrivo. Inoltre, a partire dal 23 gennaio 2021, tutti i passeggeri che viaggiano nei Paesi Bassi per via aerea o marittima da aree ad alto rischio devono essere in grado di produrre un risultato negativo di un test rapido COVID-19 eseguito poco prima della loro partenza. Il test non deve essere stato eseguito più di quattro ore prima dell’imbarco sull’aereo o sulla nave. Questo requisito si aggiunge all’esistente risultato negativo obbligatorio di un test PCR eseguito non più di 72 ore prima dell’arrivo nei Paesi Bassi. Queste misure si applicano anche alle persone che viaggiano verso le zone caraibiche dei Paesi Bassi. I funzionari diplomatici e delle organizzazioni internazionali non sono soggetti all’obbligo del doppio test.
Quarantena. Inoltre, i viaggiatori devono effettuare 10 giorni di isolamento all’arrivo nei Paesi Bassi. Dopo cinque giorni possono effettuare un test PCR. Se il risultato di questo test PCR è negativo, possono terminare la quarantena.
Riduzione delle esenzioni per i voli extra-UE. Per i viaggiatori provenienti da paesi al di fuori dell’UE, un divieto di viaggio è in vigore da marzo 2020. Il governo ha deciso di ridurre il numero di esenzioni da questo divieto. Di conseguenza, i viaggiatori d’affari, gli studenti, i migranti altamente qualificati, i professionisti del settore culturale e creativo e le persone con relazioni sentimentali a lunga distanza che desiderano viaggiare nei Paesi Bassi per un breve periodo non potranno più entrare.
Ulteriori informazioni in merito agli ingressi nel Paese sono disponibili sul sito del Governo dei Paesi Bassi.

Qualora una persona accusasse i sintomi da COVID-19, deve rimanere a casa e contattare il servizio sanitario locale (GGD) per farsi testare.
E’ consigliato consultare il proprio medico di base in relazione alla gravità della propria condizione.
Si invita inoltre a consultare il sito dell’Istituto di sanità olandese RIVM (www.rivm.nl) per informazioni aggiornate sull’evoluzione e le misure di contrasto alla pandemia nei Paesi Bassi nonché per reperire ogni recapito utile. Si raccomanda di visitare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a l’Aja

Lituania

Il Governo lituano ha deciso di prolungare la quarantena, introdotta su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre, fino al 30 aprile 2021. Dal 27 marzo sono di nuovo in vigore i divieti agli spostamenti tra diversi comuni. Sono consentiti gli spostamenti tra i comuni solo per determinati motivi (ritorno al luogo di residenza, funerale di parenti stretti, lavoro, assistenza medica indispensabile, altri motivi fondati ed urgenti) e spostamenti all’interno dello stesso comune per determinati motivi (lavoro, negozio, funerale, salute, assistenza ai malati, ecc.). Gli spostamenti sono consentiti senza particolari restrizioni solo tra i cosiddetti comuni “circolari” che sono 6.

A partire dal 10 marzo 2021 tutti i viaggiatori provenienti da qualsiasi paese (Italia compresa) dovranno avere il certificato (con traduzione in lituano, inglese o russo) sul tampone molecolare o antigenico con esito negativo, effettuato entro e non oltre 72 ore prima dell’ingresso in Lituania e non sarà più possibile effettuare il test in loco all’arrivo. Solo coloro che arriveranno in Lituania con un proprio mezzo di trasporto potranno effettuare il test in Lituania.

A partire dal 15 febbraio 2021 è obbligatorio anche l’autoisolamento di 10 giorni dall’arrivo in Lituania, con la possibilità di abbreviare i tempi di isolamento effettuando un test a proprie spese non prima del 7° giorno di isolamento e ottenendo l’esito negativo. Tuttavia, anche in caso di isolamento abbreviato, per 14 giorni dopo l’arrivo è obbligatorio limitare i contatti.

Tutte le informazioni in merito alle azioni di prevenzione da parte delle autorità lituane sono reperibili sul questo sito dove nella sezione “News” viene pubblicata in inglese la lista dei Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19     . Tale lista ogni venerdì viene pubblicata dal Ministero della Salute lituano ed entra in vigore il lunedì successivo. Si attira l’attenzione sul fatto che la prossima lista dei paesi colpiti sarà pubblicata il 2 aprile 2021 ed entrerà in vigore il 5 aprile 2021 e che la situazione deve essere monitorata in quanto soggetta a variazioni in base all’indice del Covid-19.

Dal 15 settembre 2020 ogni viaggiatore che torna o arriva in Lituania via aerea, via mare o via terra con voli regolari, speciali o charter deve fornire i propri dati al Centro Nazionale per la salute in via elettronica  https://keleiviams.nvsc.lt/en/form. Ciò significa che, prima di imbarcarsi su un aereo, un traghetto, un autobus o un treno, la persona deve compilare il modulo sul sito del Centro nazionale per la salute e presentare la conferma – il cosiddetto codice QR – al momento dell’imbarco. Nel caso in cui la persona non possiede un dispositivo mobile o un accesso all’internet, i vettori dovranno assicurare che le persone possano compilare il modulo usando i mezzi a disposizione del vettore. Il modulo in forma cartacea può essere presentato solo in casi eccezionali, se effettivamente per motivi oggettivi, come, ad es., problemi di connessione all’internet, non si potrà farlo in modalità elettronica. Il modulo stampato per la compilazione deve essere fornito alla persona dal vettore il quale dovrà sottoporlo al Centro nazionale per la salute entro un giorno. Nel caso in cui una persona ha viaggiato in modo autonomo via terra, dovrà entro 12 ore dall’arrivo o dal ritorno in Lituania registrarsi in modalità elettronica presso il Centro Nazionale per la salute.

Guida per una persona che ha avuto un contatto: https://nvsc.lrv.lt/en/procedures-to-be-followed-upon-return-arrival-from-abroad-trebovaniia-pri-pribytii-iz-za-rubezha/requirements-trebovaniia/requirements-en. In caso di contatto con la persona positiva Covid-19 occorre riempire il seguente modulo (disponibile solo in lingua lituana) – https://nvsc.lrv.lt/salyti-turejusiu .

Per quanto riguarda le frontiere terrestri, alcuni punti di frontiera sono chiusi (con la Bielorussia e la regione di Kaliningrad). Per ulteriori informazioni sulla viabilità si rimanda alla sezione Mobilità della presente scheda. 

Per quanto riguarda i collegamenti aerei, le compagnie Rayanair e Wizzair hanno sospeso tutti i voli diretti per l’Italia. La compagnia Wizzair, dal 31 maggio 2021, attiverà 3 voli settimanali diretti Vilnius – Milano Malpensa. La Ryanair prevede di ripartire dal 30 marzo 2021 con 2 voli settimanali Vilnius – Milano Bergamo. Nei prossimi mesi Ryanair inoltre prevede di rinnovare i voli da Vilnius per Roma Ciampino e Venezia (Treviso) nonché da Kaunas per Milano Malpensa, Napoli e Rimini.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Vilnius

Svezia

Attualmente permangono limitazioni per viaggiatori provenienti da Paesi extra UE (per i dettagli cliccare qui), vige un divieto di ingresso da Gran Bretagna, Danimarca e Norvegia e, dal 6 febbraio 2021, sono previste misure addizionali per tutti i viaggiatori stranieri. 

In particolare, a partire da sabato 6 febbraio 2021 e fino al 31 maggio 2021, è stato introdotto l’obbligo per i cittadini stranieri in arrivo di esibire un certificato di test covid negativo (molecolare o antigenico) all’ingresso in Svezia effettuato entro le 48 ore antecedenti all’ingresso.

Sono previste eccezioni per alcune categorie alle quali le Autorità svedesi raccomandano comunque di effettuare un test molecolare all’arrivo e un secondo tampone dopo 5 giorni, oppure di isolarsi per 7 giorni (vedere sezione sanitaria di questa scheda).

Vige il divieto di ingresso in Svezia per tutti coloro che provengono dalla Gran Bretagna e dalla Danimarca. Questo vale per tutti, tranne i cittadini svedesi. Non sono previste deroghe per famigliari di cittadini svedesi che non possiedano cittadinanza svedese.  Le decisioni relative al divieto di viaggio dalla Gran Bretagna e Danimarca saranno valide fino al 31 marzo 2021 e sono state estese anche alla Norvegia. Sono previste alcune eccezioni per le quali si rimanda alla sezione sanitaria di questa scheda.

A partire dal 31 marzo per i viaggiatori provenienti dalla Danimarca e dalla Norvegia saranno applicate le stesse disposizioni valide per le persone provenienti dai paesi UE mentre per la Gran Bretagna quelle applicate ai viaggiatori extra-UE.

Rimangono chiuse, con poche eccezioni, le frontiere tra la Svezia e i vicini Paesi scandinavi. I lavoratori transfrontalieri svedesi che si recano in Norvegia dovranno ora sottoporsi ogni settimana ad un tampone per attestare la loro negatività al virus.

La situazione relativa ai collegamenti aerei con l’Italia sta lentamente tornando alla normalità, pur essendo ad oggi rari i collegamenti aerei diretti dalla Svezia con le compagnie SAS e Ryanair che volano sugli aeroporti di Milano Linate e Bergamo. Chi volesse partire può utilizzare alcune rotte aeree con scalo negli aeroporti di Francoforte, Monaco, Parigi, Zurigo, Amsterdam e Vienna grazie a compagnie quali Lufthansa, AirFrance, SwissAir, KLM e Austrian Airlines che offrono collegamenti giornalieri da e verso la Svezia.

Per maggiori informazioni consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Stoccolma.

Le autorità locali invitano la popolazione ad adottare misure adeguate di prevenzione contro la diffusione del COVID-19. Le raccomandazioni prevedono il distanziamento sociale, l’evitare assembramenti e di utilizzare mezzi alternativi ai mezzi pubblici nelle orari di maggiore affollamento, ove possibile.

Con decorrenza dal 1 novembre 2020 sono diventati più rigorosi i controlli di polizia e autorità sanitarie sul rispetto dei limiti sopra citati e del distanziamento sociale.

Per maggiori informazioni, si raccomanda di visitare il sito web dell’Agenzia per la Salute Pubblica svedese, al link https://www.folkhalsomyndigheten.se/the-public-health-agency-of-sweden/ e la sezione sanitaria di questa scheda.

Nel caso in cui si sviluppino sintomi compatibili con COVID-19, le autorità locali raccomandano di contattare il numero utile nazionale +46 771 1177. Per informazioni sull’andamento del contagio da COVID-19 in Svezia, è disponibile il numero utile nazionale +46 77 33 113 13.

Per maggiori informazioni sui viaggi da e verso la Svezia, il Ministero degli Esteri locale ha messo a disposizione il seguente numero utile +46(0)8-4059200 e si invita a consultare la pagina del sito della Polizia svedese: https://polisen.se/en/the-swedish-police/the-coronavirus-and-the-swedish-police/travel-to-and-from-sweden/

Parchi di Divertimento

Annunciata la chiusura di Disneyland Paris fino a ulteriori comunicazioni.

Chiusi sia Europa Park che Rulantica a partire dal 2 novembre e fino adata da destinarsi.

Efteling invece è chiuso al momento dal 15 dicembre al 20 aprile.

Chiusi ovviamente anche i parchi di divertimento e acquatici in Italia, così come acquari e giardini zoologici.

Ti terremo comunque aggiornato su eventuali nuovi sviluppi.

Coronavirus e Viaggi in Europa: Stiamo a Casa Responsabilmente!

Va da sé che al momento il tema “Coronavirus e viaggi” è molto caldo e suscettibile di continui cambiamenti.

Al momento non possono riprendere i viaggi all’interno della propria Regione, anche in camper.

Prima di tutto va tutelata la nostra salute e quella degli altri, in particolar modo dei più deboli.

Noi terremo monitorata la situazione e allineato agli ultimi sviluppi questo articolo, e intanto…alla prossima!

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.